
l 2026 del Teatro Massimo Bellini di Catania si apre sotto il segno della grande lirica. Sarà “Aida” di Giuseppe Verdi, con libretto di Antonio Ghislanzoni, a inaugurare la Stagione di Opere e Balletti del nuovo anno, in scena dal 20 al 28 gennaio.
Un titolo monumentale e universale, simbolo dell’amore e del sacrificio, che segna un ritorno alla classicità e alla potenza emotiva del repertorio verdiano, aprendo un calendario ricco di appuntamenti di altissimo livello artistico.
In attesa del debutto ufficiale, il Teatro Bellini propone oggi, domenica 18 gennaio alle ore 16:30, nel Foyer del Teatro Massimo Bellini, l’appuntamento con il “Preludio all’Opera”, un incontro pensato per accompagnare il pubblico all’ascolto e alla comprensione dell’opera.
L’iniziativa, organizzata in collaborazione con il Dipartimento di Scienze Umanistiche dell’Università di Catania, vedrà come relatore Ruben Vernazza dell’Università di Palermo.
All’incontro prenderanno parte il direttore d’orchestra, il regista e alcuni artisti del cast, offrendo così una prospettiva diretta sul lavoro creativo e interpretativo che porterà in scena la celebre partitura di Verdi.
Il coordinamento del progetto “Preludi all’Opera” è curato dalle docenti di Musicologia Maria Rosa De Luca e Graziella Seminara, che da anni promuovono un dialogo costante tra accademia, pubblico e istituzioni culturali.
Un momento di approfondimento e divulgazione che, come da tradizione, precede le grandi produzioni del teatro etneo, consolidando il Bellini come luogo non solo di spettacolo ma anche di cultura viva e partecipata.
Una stagione che celebra la bellezza: dal dramma verdiano ai grandi balletti
La nuova Stagione di Opere e Balletti 2026 del Teatro Massimo Bellini si presenta come un viaggio attraverso la storia e i linguaggi della scena musicale, con un programma che intreccia classici immortali e nuove interpretazioni.
Dopo Aida, dal 6 al 13 marzo sarà la volta de “La Vedova Allegra” di Franz Lehár, regia di Alessandro Idonea e direzione di Francesco Ledda, un inno alla gioia e all’ironia che contrappone alla tragedia verdiana l’eleganza spensierata dell’operetta viennese.
Ad aprile, dal 10 al 18, salirà sul palcoscenico “Andrea Chénier” di Umberto Giordano, diretta da Paco Cañada e messa in scena da Renato Bonajuto, dramma lirico di passioni e rivoluzione che vedrà impegnata l’Orchestra del Teatro Massimo Bellini sotto la guida del maestro Luigi Petrozziello.
A maggio, dal 22 al 28, il Bellini cambierà registro con il balletto “Sogno di una notte di mezza estate”, tratto da Shakespeare e musicato da Felix Mendelssohn Bartholdy, coreografie di Svetlana Ivanenko, in collaborazione con il Corpo di Ballo dell’Opera di Kiel.
Dopo la pausa estiva, la stagione riprenderà dal 25 settembre al 2 ottobre con “I Puritani” di Vincenzo Bellini, opera simbolo del melodramma romantico italiano, affidata alla direzione di Mariagrazia Carminati e alla regia di Renato Bonajuto, con un cast di primo piano.
L’autunno porterà due grandi classici: “Carmen” di Georges Bizet, in scena dal 27 novembre al 4 dicembre, con regia di Giovanni Dispenza, e il balletto “La Bella Addormentata” di Čajkovskij, previsto dal 15 al 20 dicembre, che chiuderà la stagione con un trionfo di eleganza e fiaba.
Opera da camera e nuove prospettive
Accanto alla stagione principale, il Teatro Massimo Bellini rinnova l’appuntamento con l’Opera da camera al Teatro Sangiorgi, spazio prezioso di sperimentazione e intimità musicale.
Dal 17 al 19 febbraio sarà in scena “Il quinto moschettiere” di Vincenzo De Vivo e Matteo Musumeci, mentre dal 13 al 15 marzo andrà in scena “L’Orso – La domanda di matrimonio” di Anton Čechov, con musiche di Luciano Bellini, per la regia di Graziel Raimondi.
“Libertà di scegliere la Bellezza”
Con il motto “Libertà di scegliere la Bellezza”, il Teatro Massimo Bellini riafferma la sua missione culturale: essere non solo tempio della musica, ma presidio di civiltà e di educazione estetica.
Grazie all’Orchestra, al Coro e ai Tecnici del teatro, e al sostegno del Ministero della Cultura, della Regione Siciliana e del Comune di Catania, la stagione 2026 promette di coniugare tradizione, ricerca e passione, riportando il pubblico al centro di un’esperienza che è insieme spettacolo e rinascita culturale.










