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Non è soltanto uno spettacolo teatrale. È un atto politico, una chiamata collettiva, una narrazione che si fa militanza. Domenica 22 febbraio alle ore 19, nello spazio occupato e autogestito del Teatro Coppola di Catania, andrà in scena “Scecco, Cavallo e Re”, una creazione che affonda le radici nella denuncia del progetto del Ponte sullo Stretto e nella riflessione più ampia sui meccanismi del potere.
Lo spettacolo nasce da un’idea dell’attrice messinese Monia Alfieri, che lo definisce una “bizzarria rabbiosa e rocambolesca sull’inganno del potere”.
Prodotto dalla compagnia Castello di Sancio Panza con il supporto del Movimento No Ponte, il progetto si inserisce nel solco di una mobilitazione culturale che, dal 2024 a oggi, attraversa piazze, centri sociali e spazi indipendenti in Sicilia e nel resto d’Italia.
Teatro come atto di resistenza
“Scecco, Cavallo e Re” racconta quello che viene definito un “criminoso progetto” attraverso una messa in scena popolata da saltimbanchi e cantastorie contemporanei. Figure beffarde che, tra richiami a Virgilio e Dante, Andersen e Pitrè, Shakespeare e Camus, smascherano i travestimenti del potere, capace di presentarsi come dono mentre impone trasformazioni irreversibili ai territori.
Il cuore dell’opera non è solo la denuncia del Ponte sullo Stretto, ma la riflessione su un meccanismo antico: il potere che agisce in modo subdolo, promettendo progresso e sviluppo mentre rischia di comprimere autodeterminazione e identità collettiva.
In scena, accanto a Monia Alfieri, Gabriella Cacia, Massimo Camarata, Alice Camardella, Gerri Cucinotta, Simone Di Blasi, Elvira Ghirlanda e Sergio Runci. Un gruppo eterogeneo di “saboattori”, come si definiscono, provenienti da diversi contesti professionali ma uniti dall’urgenza della denuncia.
Uno spettacolo che cambia con il territorio
La particolarità del progetto sta nella sua natura itinerante e trasformativa. Ogni replica si modella sul luogo che la ospita, accogliendo le istanze e le preoccupazioni specifiche delle comunità coinvolte. Il contenuto si nutre della partecipazione attiva del pubblico, diventando rito collettivo, momento di coscienza condivisa.
Dopo la rappresentazione catanese, insieme alla compagnia messinese, il collettivo Antudo aprirà un confronto pubblico sull’importanza della lotta contro il Ponte, alla luce anche dei recenti disastri ambientali e delle fragilità strutturali che attraversano la Sicilia.
Le sottoscrizioni raccolte all’ingresso saranno devolute al Movimento No Ponte, a sostegno delle attività di mobilitazione.
Un teatro che è spazio politico
Dal 2011 il Teatro Coppola Teatro dei Cittadini rappresenta uno dei luoghi simbolo della produzione culturale indipendente a Catania. Nel cuore del quartiere Civita, lo spazio occupato e autogestito ospita una stagione multidisciplinare che intreccia arte e impegno civile, performance e dibattito, produzione culturale e partecipazione.
“Scecco, Cavallo e Re” si inserisce perfettamente in questa traiettoria: non semplice spettacolo, ma pratica collettiva di narrazione e resistenza.
L’appuntamento è per domenica 22 febbraio, ore 19, in via Vecchio Bastione 9. Ingresso a sottoscrizione consigliata. Per informazioni: teatrocoppola@gmail.com.










