A Catania il Mc Intosh è tornato a vibrare con Radio Mc Intosh, evento andato sold out in meno di due giorni: confermando che quel legame con la città non si è mai spezzato, perchè quella discoteca negli anni '80 era davvero un punto di riferimento per tutti i giovani
La serata ha preso forma allo Zō – Centro Culture Contemporanee, spazio simbolo di rigenerazione culturale capace di accogliere e rilanciare l’eredità di una stagione irripetibile. Non un’operazione nostalgia, ma un racconto vivo, corale, che guarda avanti senza rinnegare ciò che è stato.
Ad aprire il viaggio emotivo è stato Luca Madonia con un concerto intenso e misurato, sospeso tra memoria e visione. La sua voce ha attraversato la storia musicale della città: dai Denovo – protagonisti di quella Catania creativa e inquieta – al dialogo artistico con Franco Battiato, restituendo al pubblico il senso profondo di una stagione capace di essere popolare e colta, leggera e radicale insieme. Perché Mc Intosh, prima ancora che musica, è stato un fatto di costume.
Negli anni in cui i ragazzi che affollavano quelle piste sono diventati la classe adulta di oggi, tra quelle mura sono nati linguaggi, amori, mode e visioni del mondo. Il rock, le contaminazioni elettroniche, l’estetica notturna, l’abbigliamento, l’idea stessa di libertà e appartenenza.
Cuore pulsante della notte, i DJ storici del Mc Intosh, custodi di un alfabeto sonoro che ha educato all’ascolto e alla curiosità musicale intere generazioni: Goffredo Maria Bruno, Luca Ciliberti, Salvo Didio, Cristiano Di Stefano, Maurizio JJ Faro, Nuccio Giuffrida, Francesco Lamiani, Luca Mangano, Antonio Maugeri, Francesco Sapuppo, Massimo Scarantino, Toti Vitale.
Accanto a loro, tanti altri protagonisti di quella storia hanno messo a disposizione entusiasmo e competenze, costruendo una serata corale. Gli “ex ragazzi” del Mc Intosh, che hanno riportato in pista non solo i ricordi, ma la voglia di immaginare nuovi progetti, con lo stesso spirito libero di allora.
A coordinare visioni, suoni e immaginari è stato Mimmo Polizzi, art director dell’evento: «Tutto il gruppo organizzativo ha lavorato con passione, armonia e grande rispetto per ciò che Mc Intosh ha rappresentato. Siamo felicissimi della risposta della città. Ci dispiace per chi è rimasto fuori, ma raccontare una bella storia in una bella serata significa anche farlo in modo sicuro, sereno e responsabile».
Radio Mc Intosh è andata oltre l’evento: è stata una dichiarazione culturale. Un’eco che non si è mai spenta e che oggi torna a farsi sentire tra suoni, immagini e visioni, ricordando che Catania sa ancora generare linguaggi, attraversare il tempo e riconoscersi – di nuovo – nella musica. Così come ha raccontato il suo storico proprietario Enzo Aronica.
Alla realizzazione dell’iniziativa ha contribuito un ampio e articolato gruppo organizzativo – Alfio Drago, Barbara Mirabella, Lanfranco Zappalà, Giulio Fortini, Francesco Brunetto, Alessandro Calandrino, Peppe Calabrese, Marco Aiello, Marco Biondi, Salvo Coco, Giovanni Marletta, Dario Fichera, Alberto Di Mauro, Pier Paolo Rampolla, Salvo Ferrera, Attilia Musumeci, con Alessandro Belvedere e Gaetano Bianca – mentre la supervisione alla regia e ai contenuti video è stata affidata a Stefano Raffaele, garantendo coerenza narrativa e qualità espressiva.
Noi di SudArte eravamo lì a raccontare cosa accadeva allora e cosa accade oggi, sempre a suon di musica e sorrisi di leggerezza.











