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Un grande successo per la prima edizione di “Borgo in Festival”, che il 27 e 28 agosto ha animato Piazza Garibaldi con due serate dedicate alla musica, all’arte e alla cultura. Un esordio accolto con entusiasmo dal pubblico, che ha accompagnato le esibizioni e condiviso un percorso alla scoperta delle risorse artistiche, paesaggistiche e delle tipicità di Agira, uno dei Borghi più belli d’Italia.
A impreziosire il programma, la presenza del tenore messinese Alberto Urso, vincitore della diciottesima edizione di Amici, e la voce di Eleonora Bordonaro, tra le cinque finaliste del Premio Tenco, accompagnata dal polistrumentista Puccio Castrogiovanni. Protagonisti di un cartellone capace di intrecciare linguaggi e sensibilità differenti, nel segno della qualità artistica e del legame con la Sicilia.
Sul palco si sono alternati il rapper Dinastia, che ha unito musica e messaggi di valore sociale, l’inconfondibile voce di Cristina Russo e l’energia di Davide Campisi, degli Original Sicilian Style e dei Retroskà, che hanno trascinato il pubblico fino a notte inoltrata.
A portare i colori e la vivacità della tradizione è stato il gruppo folk Trinacria, protagonista anche dei video promozionali del borgo curati da Antonio Aldo D’Agostino. Le immagini di Agira e la suggestiva cornice della Chiesa di Sant’Antonio da Padova hanno accompagnato le esibizioni, contribuendo a rendere il territorio parte integrante dello spettacolo.
Spazio anche alla comicità, con le gag de I 4 Gusti e di Antonio Balistreri, e alla versatilità di Alex AllyFy, artista dalle radici catanesi e palermitane, sempre più seguito sui social con il suo ukulele, che ha proposto un’intensa interpretazione di Stranizza d’amuri di Franco Battiato. Con Cettina Busacca, invece, il festival ha accolto la tradizione dei cantastorie, patrimonio prezioso della cultura popolare siciliana.
La memoria, la poesia e il rapporto con la propria terra hanno attraversato alcuni dei momenti più significativi della manifestazione. A quarantacinque anni dalla scomparsa, il poeta dialettale agirino Emilio Morina è stato omaggiato dall’attrice Simona Adele Buscemi e dalla cantautrice Alessandra Formica, che hanno intrecciato recitazione, voce e chitarra. A raccogliere e rilanciare il valore della sua eredità sono stati anche il professor Turi Longo e la giovane poetessa Claudia Savarino, insignita del titolo di Alfiere della Repubblica, in un ideale passaggio di testimone tra generazioni.
Il ricordo di Morina, emigrato a New York e poi profondamente richiamato dalle proprie radici, ha offerto l’occasione per riflettere sul significato della partenza, del ritorno e della scelta di restare. Un tema ripreso attraverso il documentario “Quel che resta” dell’autore Rai Filippo Mauceri, intervenuto da Roma con un contributo al festival.
Un omaggio speciale è stato dedicato anche a Gerardina Trovato: Gloria Santangelo, accompagnandosi con la chitarra, ha interpretato Gechi e vampiri, affidando alla musica un abbraccio simbolico alla cantautrice.
Il festival ha dato spazio anche ai talenti del territorio. Sul palco sono saliti gli agirini Deborah Fiorenza e Giuseppe Taglialavore, protagonisti di recenti talent locali, e i gemelli Michael e Antonio La Ganga, seguiti dalla maestra Ilenia Faro, punto di riferimento della scuola Ritmo Libero, presieduta da Luigi Naselli.
La valorizzazione di Agira è passata anche attraverso l’artigianato e il gusto: ogni artista ha ricevuto un omaggio realizzato dall’artista locale Alessandro Brocca e una cassatella, dolce simbolo della tradizione agirina.
Durante le due serate sono stati inoltre ricordati il Presepe Vivente di Agira, premiato come miglior presepe nazionale, e il videoclip di “Barrio Lambada” di Fred De Palma, girato nel borgo. Un momento dedicato alla collaborazione tra i Borghi più belli d’Italia ha visto la partecipazione dei rappresentanti della Pro Loco di Troina, sottolineando il valore della sinergia tra comunità vicine nella promozione del territorio.
A guidare il pubblico attraverso il ricco programma sono stati i giornalisti Anthony Di Stefano, inviato Rai, ed Elisa Petrillo, voce di numerose maratone Telethon siciliane. Ad aprire le serate, i dj set di Cardillo e Liberto, mentre Ausilia Cardaci ha coinvolto gli spettatori con quiz dedicati alla sicilianità, ai borghi e ai dialetti.
«Borgo in Festival vuole rappresentare anche un momento di incontro tra cultura, arte, tradizioni e territorio – dichiara il sindaco Franco Marchese – ponendo al centro la bellezza dei borghi siciliani e il loro ruolo quale preziosa risorsa per lo sviluppo culturale e turistico delle comunità locali. È un percorso attraverso cui miriamo a riunire la comunità attorno a ciò che sente proprio».
«Iniziare un percorso di valorizzazione del borgo attraverso un festival era uno degli obiettivi che la nostra amministrazione si era prefissata – aggiunge l’assessore allo Spettacolo e alla Cultura, Danilo Alleruzzo – e questa prima edizione estiva vuole essere solo l’inizio di un percorso che, attraverso la programmazione e la calendarizzazione degli eventi di spicco di Agira, dia impulso al turismo e, nello stesso tempo, vivacità artistica e fermento culturale al nostro meraviglioso borgo».
«Inizia un progetto ambizioso, una sfida a lungo termine, entusiasmante. Ringrazio l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Marchese per la fiducia – dichiara Emanuele Parisi, direttore artistico di Borgo in Festival –. È un’esperienza che intende avvicinare nel tempo il pubblico e le nuove generazioni a forme d’arte di alta qualità e che ha voluto sin da subito regalare pillole di conoscenza della cultura locale, oltre che messaggi di sensibilizzazione su temi sociali, tra un’esibizione e l’altra. La multidisciplinarietà sarà un elemento chiave del festival: abbiamo iniziato con ospiti di assoluta caratura artistica. Grazie a tutto lo staff e a chi ha collaborato anche dall’esterno. I ragazzi di Infestival, Ritmo Libero e Scialfred hanno fatto in poco tempo un lavoro encomiabile».
















