Una mostra che propone una prospettiva scomoda sul tema della migrazione e che rappresenta i migranti come protagonisti attivi, quasi attori, trasformandoli in personaggi che partecipano al racconto della propria vicenda in chiave tragicomica.
È questo il senso della mostra “NoWay!” di Fabrizio Spucches, realizzato in collaborazione con Mediterranea Saving Humans e Still Fotografia, con il sostegno di NFC Edizioni e della scuola Penny Wirton Milano.
Di professione fotografo, regista e videomaker Fabrizio Spucches, classe 1987, è originario di Catania, ma vive da diversi anni a Milano, dove ha dato vita ad uno studio in cui con il suo team lavora per “fare rumore”, attraverso progetti che mirano a tenere alta l’attenzione su alcuni importanti temi che riguardano i giorni nostri, con l’obiettivo di sensibilizzare le persone a contribuire per un mondo migliore.
Nel caso specifico di “Noway!” l’autore denuncia l’indifferenza nei confronti delle tragedie che avvengono in mare. No Way infatti tradotto dall’inglese significa “non se ne parla nemmeno” oppure “fuori discussione”. Fabrizio coglie questo aspetto e con la sua fotografia costringe il pubblico a prendere atto di una tragedia alla quale oggi è impossibile sottrarsi. E lo fa raccontando il fenomeno in maniera personale, distaccandosi dalle solite immagini piene di retoriche e di drammatizzazione, basate sul dolore e la sofferenza.
Ecco che vengono esposte immagini ‘fuori posto’, capaci di generare nello spettatore un senso di disagio e inquietudine, perché non è immediato capire se si tratti di una provocazione, di una presa in giro nei confronti dei migranti o di un fenomeno raccontato in prospettiva diversa. Naturalmente, l’ultima è l’interpretazione corretta, con la fotografia che diventa così uno strumento capace di scuotere la nostra percezione e toccare la sensibilità più profonda di chi osserva.
Il progetto è stato presentato in occasione del Catania Book Festival 2026, in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Catania, oltre al supporto di Fabbrica Pubblicitaria e le fotografie sono state esposte nel Cortile Platamone di Palazzo della Cultura.
Nella mattinata del 25 Aprile parallelamente è stata esposta per la prima volta nella nostra città una gigantografia di una foto del suo progetto, affacciata sul mare accanto al Lido Ballatrix. Tuttora è visibile e lo si può vedere scendendo nei pressi dello Scoglio del Gabbiano.
La scelta della location dove installare la gigantografia non è casuale, ma frutto di un episodio personale e familiare che lega Fabrizio al ricordo di suo padre, recentemente scomparso.
Ma “NoWay!” non è solo una mostra fotografica, ma anche un libro che l’autore ha presentato durante il Festival nel pomeriggio di domenica 26 Aprile, all’Auditorium Concetto Marchesi. Il libro, curato da Denis Curti, con testi di Laura Bosio, Enrico Dal Buono, Ghali, Sara Giudice, Laura Marmorale, Giulietta Raccanelli, Clio Spucches. raccoglie oltre cento delle sue fotografie.
In seguito è stato proiettato anche il documentario “Oliviero Toscani. Chi mi ama mi segua” realizzato sempre da Spucches e il produttore Jeanluc Berlot, con introduzione a cura del professor Marco Lo Curzio.
Oliviero Toscani è stato infatti uno dei maestri di Spucches, che ha mosso i suoi primi passi nel mondo della fotografia seguendo i suoi consigli e collaborando con lui per oltre dieci anni. Ecco che in seguito alla sua morte, Fabrizio ha voluto rendergli omaggio, raccontando la vita, il pensiero e l’eredità di uno dei più influenti fotografi italiani degli ultimi anni. Il film costruisce di lui un ritratto personale e inaspettato, in cui passato e presente si fondono in un confronto diretto tra maestro e allievo.
La narrazione è guidata dalla voce di Toscani stesso, accompagnata dagli interventi di Luciano Benetton, Fran Lebowitz, Patti Smith, Nicolas Ballario e Jean-Charles de Castelbajac. Ne emerge un’opera che riflette sull’arte come forma di responsabilità, espressione di libertà e strumento di lettura critica della contemporaneità.











