Non solo un traguardo raggiunto, ma un nuovo punto di partenza. L’evento conclusivo del progetto "Catania, Città da Leggere", ospitato nella Sala Concetto Marchesi del Palazzo della Cultura, ha restituito una forza diversa della città, talvolta nel tran tran quotidiano relegata alle retrovie, ossia la parola. L’iniziativa, promossa dal Centro per il Libro e la Lettura (Cepell) e dal Ministero della Cultura con il Comune di Catania come apripista, ha acceso la luce sulla capacità della lettura di elevarsi a strumento di crescita personale e connessione di quartieri e generazioni. Sudpress ha intervistato alcuni degli attori in prima linea.
Una sinergia tra istituzioni e territorio
Ad aprire l’appuntamento è stato il Sindaco Enrico Trantino, che ha evidenziato la necessità di un rapporto più simbiotico tra la produzione culturale e la vita urbana. Un concetto ribadito dal Direttore della Direzione Cultura Paolo Di Caro, che ha ripercorso le tappe di un anno di attività: dalle biblioteche di quartiere alla creazione di una rete diffusa che ha saputo attraversare l’intero territorio cittadino, ridefinendo spazi e modalità di incontro.
Sabina Murabito (Direzione Cultura ) ha elogiato, in particolare, il ruolo proattivo delle associazioni, vere braccia del progetto, capaci di trasformare Catania in un centro culturale a cielo aperto.
Ciò che il libro crea
Il valore educativo dell’iniziativa è stato il fulcro dell’intervento di Giovanna Maria Micale, Responsabile dell’Osservatorio sulla dispersione scolastica, che ha definito il progetto un autentico percorso formativo per i ragazzi che vivono la città. Visione suggellata dal Presidente del Cepell, Giuseppe Iannaccone, il quale ha sottolineato quanto sia fondamentale che le biblioteche locali continuino a evolversi in luoghi vivi di scambio, comunità e emancipazione.
La forza dei linguaggi contemporanei
Sotto la moderazione di Rosanna La Malfa, responsabile dell’evento e curatrice della narrazione visiva, l’incontro ha dato voce ai veri protagonisti: i giovani. Dai ragazzi del servizio civile agli studenti, il racconto si è snodato in una pluralità di linguaggi: Legalità e creatività: percorsi sviluppati attraverso musica, cinema e parole. Innovazione: laboratori di manga e digitalizzazione delle biblioteche scolastiche. Cultura diffusa: la poesia portata nei luoghi del quotidiano, dai bar agli ospedali, fino all'esperienza dei lettori itineranti.
L'eredità di Vera Ambra
Un momento di intensa commozione ha, infine, avvolto la sala alla proiezione del video dedicato a Vera Ambra, nel ricordo della scrittrice catanese presidente dell'Associazione Akkuaria. Il suo messaggio iconico, "Più sai più vali", è stato scelto per raccogliere l'intero anno di lavoro: un invito a guardare alla conoscenza non con una lente meramente accademica, ma come un mezzo di trasformazione e valore.
Verso un modello strutturale
La fine dell’evento ci lascia con la consapevolezza che la rete attivata non debba disperdersi. La qualità delle relazioni costruite e l’entusiasmo dimostrato dai partner locali hanno tracciato un sentiero: fare della cultura un elemento strutturale dello sviluppo della città.











