
Il Festival di Sanremo 2026 si chiude con una vittoria che parla al cuore e attraversa i confini: a trionfare sul palco dell’Ariston è Sal Da Vinci, premiato per una canzone capace di mescolare radici mediterranee, melodia popolare e un messaggio universale. Un brano che profuma di Sud ma che non divide, anzi unisce, riportando al centro l’amore come forza capace di resistere anche nei momenti più difficili della storia contemporanea.
In un contesto internazionale segnato da tensioni e conflitti, dalle crisi geopolitiche alle paure globali che attraversano l’Occidente e il Medio Oriente, la musica vincitrice di questa edizione ha scelto la strada opposta: la leggerezza consapevole, la speranza, la ricerca di un sentimento che superi barriere culturali e politiche. Un amore che può essere racchiuso simbolicamente in un anello, ma che diventa metafora di un legame universale di cui il mondo, oggi più che mai, sembra avere bisogno.
Il podio: emozione e contemporaneità
L'edizione 2026, la 76esima della storia, che per la serata finale ha visto accanto a Carlo Conti e Laura Pausini, la giornalista del TG1, Claudia Cardinaletti e il comico siciliano, Nino Frassica, la vince Sal Da Vinci con ‘Per sempre sì’ con un vantaggio percentuale minimo proprio su Sayf e il suo brano ‘Tu mi piaci tanto’: 21,9% delle preferenze contro il 22,2% Terzo posto per Ditonellapiaga con ‘Che Fastidio’, quarto e quinto posto per Arisa e la coppia formata da Fedez e Marco Masini.
Premi speciali: riconoscimenti alla qualità
Premio al miglior testo ‘Sergio Bardotti’: Fedez e Masini - Male Necessario; premio alla miglior composizione musicale 'Giancarlo Bigazzi': Ditonellapiaga - Che fastidio; premio della critica 'Mia Martini': Fulminacci – Stupida Sfortuna; premio della sala stampa radio tv web 'Lucio Dalla': Serena Brancale – Qui con me; premio Tim: Serena Brancale – Qui con me.
Gli ospiti: Bocelli, Pausini e il ricordo che commuove
Il Festival ha saputo alternare spettacolo e riflessione. Tra i momenti più emozionanti, l’esibizione di Andrea Bocelli, che ha incantato l’Ariston con la sua voce senza tempo, e la chiusura affidata a Laura Pausini, che ha regalato al pubblico un finale intenso e partecipato.
Particolarmente toccante il momento dedicato alle donne vittime di violenza, con la presenza di Gino Cecchetin, padre di Giulia, simbolo di una ferita ancora aperta nel Paese. Un ricordo che ha trasformato il palco in uno spazio di memoria e responsabilità collettiva.
Nino Frassica e l’ironia che unisce
Il siciliano Nino Frassica ha portato sul palco il suo inconfondibile umorismo surreale, che ha creato un ponte tra generazioni, dimostrando come l’ironia intelligente possa essere un linguaggio universale.
I siciliani in gara: Levante e l’identità dell’isola
La Sicilia ha avuto una presenza significativa anche tra i concorrenti, con Levante, che ha portato sul palco una proposta intensa “Sei tu”, confermando il ruolo dell’isola come fucina creativa della musica italiana contemporanea.
Un Festival tra emozione e hit dell’estate
Sanremo 2026 si conferma ancora una volta il grande laboratorio della canzone italiana: tra ballate emozionanti e brani destinati a diventare hit estive, il Festival ha dimostrato di saper parlare a pubblici diversi, mantenendo intatta la sua missione originaria — unire il Paese attraverso la musica.
Sudpress in diretta
A raccontare in tempo reale, con battute, sorrisi e tanta allegria, l’atmosfera del Festival, è stata il direttore di Sudpress, Elisa Petrillo, che ha seguito la kermesse da casa del maestro Paolo Li Rosi, cantante, musicista, founder della Meo School e della Meo Spettacoli, con la partecipazione anche di Roberta Mangiafico, voce di Radio Studio Centrale, offrendo uno sguardo attento e partecipato su uno degli eventi culturali più amati dagli italiani.
Appuntamento al prossimo Sanremo
Tra note, emozioni e messaggi sociali, il Festival si conferma un rito collettivo, perché, in fondo, la canzone italiana continua a essere il linguaggio che ci unisce — e di cui, oggi più che mai, abbiamo bisogno.
L’appuntamento è già fissato: Sanremo tornerà il prossimo anno, pronto a raccontare nuove storie, nuovi sogni e nuove canzoni destinate a restare e chissà se lo racconteremo proprio dal teatro Ariston.










