Si chiama “Fuggi Caino” l’ultima opera di Pino Pesce, frutto di un progetto ricercato, sofisticato e ambizioso. In scena il 21 febbraio 2026 al Centro Studi Laboratori d’Arte di Catania, “Fuggi da Caino” – come precisato da Pino Pesce ai nostri microfoni – ha scosso le coscienze dei numerosi partecipanti, una ferita ancora aperta e sanguinante.
Già dal titolo trapela un’urgenza, ossia quella di sottrarsi alla logica primordiale della violenza, un’ombra che attraversa la storia e continua a riproporsi sotto forme sempre nuove, ma pur sempre riconoscibili e fonte di catastrofi morali.
Fuggi Caino non è un semplice racconto sulla Seconda guerra mondiale, ma una riflessione più ampia che mette al centro il male e tutte le sue diramazioni che sconquassano da sempre il nostro equilibrio. Cambiano gli strumenti, la tecnologia si perfeziona giorno dopo giorno, ma l’impulso originario è rimasto intatto nell’uomo.
“Uomo del mio tempo” di Salvatore Quasimodo, tratta dalla raccolta Giorno dopo giorno è la poesia con cui gli artisti Daniela Greco, Gesuele Sciacca e Pandi hanno esordito in scena. Una scelta, come ci suggerisce Pino Pesce, che non è affatto casuale: la poesia, infatti, è stata scritta all’indomani del conflitto mondiale, come denuncia alla società e al loro vissuto.
Una modernità che tale appare solo sulla carta; l’uomo del nuovo millennio infatti è tecnologico, avanzato, sofisticato, ma ancora non riesce a liberarsi dalla tendenza del male, un’incapacità che (forse) ci porteremo dietro per sempre. Caino, che dà il titolo allo spettacolo, non è solo il personaggio biblico del Libro della Genesi, ma il simbolo universale della frattura originaria e rappresenta la responsabilità verso l’altro.
Il teatro elevato a luogo di riflessione sul male e sulla responsabilità umana
“Fuggi Caino” è uno spettacolo completo, un’esplosione di arte sofisticata che coniuga recitazione, musica e canto in una forma multimediale e sublime. I tre artisti – che ai nostri microfoni hanno rivelato tutto il loro desiderio di portare in scena uno spettacolo dallo spessore evidente – hanno alternato sul palco testi, liriche e brani di prosa di autori internazionali.
Nonostante si parli tanto dei conflitti mondiali, in un’atmosfera resa ancora più palpabile dalle foto proiettate alle spalle degli artisti, il riferimento al presente è inevitabile; le guerre contemporanee hanno dimostrato quanto la lezione del Novecento non sia stata per nulla compresa.
Pino Pesce, docente di lettere, giornalista, critico teatrale e regista, col suo nuovo progetto ha corroborato la sua idea di teatro, da intendersi come luogo di interrogazione civile.
“Fuggi Caino” è l’invito ad allontanare quella parte dell’uomo che fa della sopraffazione dell’altro il senso della sua vita.











