Tra le pareti della Chiesa Cristo Re, quando la cultura e la solidarietà si intrecciano, ne deriva qualcosa di straordinario. È quanto è accaduto nei giorni scorsi, in occasione di un evento che ha saputo unire arte, partecipazione e impegno sociale, trasformando un semplice appuntamento in un momento di profonda condivisione per l’intera comunità. La musica, la poesia e il teatro, arti solenni che si evolvono in tutta la loro bellezza per dare origine ad un gesto concreto di vicinanza.
All’interno di una chiesa super affollata, la creatività è diventata un ponte tra cuori e territorio, a sostegno di chi ne ha bisogno.
Oggi più che mai le comunità colpite dal ciclone Harry e dalla frana di Niscemi hanno bisogno di interventi, un urlo silenzioso di aiuto a cui Padre Roberto Catalano, parroco e promotore del “Gruppo Culturale Padre Gaetano Zito”, ha dato ascolto: “Non possiamo restare fermi davanti a chi soffre. Ogni nota, ogni parola, ogni gesto può fare la differenza”. La cultura qui non è solo un intrattenimento ma si evolve per diventare un atto di cura e solidarietà, capace di trasformarsi in sostegno concreto.
“Un posto chiamato Poesia”: l’arte che diventa speranza
“Un posto chiamato Poesia” non è una serata, non uno spettacolo, ma molto di più. È un percorso musicale e narrativo che unisce jazz, sinfonica e teatro, un’esplosione di talenti omaggiati dai suoi protagonisti con applausi scroscianti, pronti a richiedere il bis. “Ho voluto cantare la poesia e il mondo incantato degli accordi per lodare il creato e avvicinarci a un mondo più umano”, spiega Anita Vitale.
“Vorrei toccare il cielo restando con i piedi per terra”, la sua voce ed il piano pronti a fondersi col sax di Rita Collura e la voce narrante di Patrizia D’Antona. Un trio di artiste che hanno peraltro spiegato ai nostri microfoni com’è nato codesto spettacolo.
A dare il via alla serata i violini di Marianna Musumeci e Francesca Gugliotta, la viola di Eleonora Urzì e il violoncello di Francesco Musumeci: musicisti fantastici che con i loro suoni e parole hanno creato un’esperienza immersiva che profumava di speranza.
Per tutto il weekend appena trascorso la comunità cittadina e non solo si è impegnata a dare il proprio contributo; una raccolta di offerte per sostenere chi è in difficoltà.
Questo appuntamento con l’arte, e la solidarietà ha toccato le più alte forme di bellezza: non si tratta solo di partecipare a uno spettacolo, è un invito a sentire la città pulsare di generosità dove l’arte diventa un abbraccio concreto verso chi ha bisogno.
L’ingresso ad offerta libera ha consentito a chiunque di contribuire secondo le proprie disponibilità, un gesto che a prescindere dalla quantità diventa assolutamente nobile e necessario vista la situazione drammatica nella quale si trova oggi il nostro territorio.











