
Il 22 e 23 gennaio 2026, il Museo Diocesano di Catania ospiterà un evento di grande rilievo culturale e scientifico: il Convegno Internazionale di Studi dal titolo “Dall’oblio alla rifondazione. Il culto di Agata nel Medioevo”.
Una due giorni che si preannuncia intensa e ricca di spunti, pensata per approfondire – con rigore accademico ma spirito divulgativo – le radici storiche, liturgiche e artistiche del culto agatino nel periodo medievale.
L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra l’Arcidiocesi di Catania e l’Università degli Studi di Catania, con il supporto di un comitato scientifico composto dai professori Antonino La Manna, Antonio Mursia, Luigi Sanfilippo e Cristina Soraci.
Una partenza solenne e un libro per cominciare
I lavori si apriranno giovedì 22 gennaio alle ore 16:00, alla presenza delle principali autorità civili e religiose. Tra queste, l’Arcivescovo Luigi Renna, il Prefetto di Catania, il Sindaco Enrico Trantino e il Rettore dell’Ateneo catanese.
Subito dopo i saluti istituzionali, sarà presentato il volume “Agata, Euplo e Lucia. I primi martiri siciliani tra Tardoantico e Alto Medioevo”, che offrirà un inquadramento storico utile a orientarsi tra le radici più antiche della fede in Sicilia.
Due giornate per esplorare storia, arte e fede
Il convegno si articolerà in due sessioni tematiche.
La prima, in programma per il pomeriggio di giovedì, sarà dedicata a “Storia e culto”: si parlerà della traslazione delle reliquie, del ruolo della Chiesa medievale e dei legami con le aristocrazie locali.
La seconda sessione, venerdì 23 gennaio, esplorerà il rapporto tra culto e bellezza attraverso il tema “Liturgia, architettura e arte”. In primo piano, la Cattedrale normanna, l’iconografia musiva legata a Sant’Agata e la storia delle sue preziose reliquie.
Ad arricchire le giornate, studiosi provenienti da università italiane e internazionali, tra cui Bamberg, Liège, Manchester, Siena, Würzburg e Palermo. Un confronto aperto, tra culture e competenze, che farà di Catania un piccolo centro nevralgico della ricerca medievale europea.
La conclusione affidata alla Chiesa locale
A tirare le somme, nella giornata conclusiva, sarà Mons. Antonino La Manna, Vicario episcopale per la Cultura dell’Arcidiocesi, da sempre impegnato nella valorizzazione del patrimonio spirituale e culturale legato alla figura della Patrona.











