
Quando il sole del nuovo anno sorgerà sulle pietre millenarie del Teatro Greco di Siracusa, non sarà una semplice alba. Sarà un rito, una soglia simbolica tra il tempo che è stato e quello che verrà, un incontro tra uomini e Dei, tra memoria e futuro. All’alba dell’1 gennaio 2026, alle ore 7, l’antico teatro diventerà la scena di “Capodanno tra gli Dei”, uno spettacolo unico che vedrà protagonisti Mario Incudine, i Lautari e Peppe Servillo in un viaggio sonoro e narrativo dentro le musiche, i cunti e le leggende del Sud.
Il pubblico sarà accolto da una cerimonia che si annuncia carica di suggestione: figure mitologiche, canti sospesi nell’aria, racconti che intrecciano il mito classico con la mitologia contemporanea della letteratura e della poesia siciliana. Apollo, Hermes, Aci e Galatea cammineranno idealmente accanto ai nomi di Ignazio Buttitta e Andrea Camilleri, in un dialogo tra sacro e profano, tra antico e moderno, che farà del Teatro Greco un luogo “abitato” dalla parola, dalla musica e dalla memoria.
«Sarà un viaggio nelle musiche del Regno delle Due Sicilie, fra canti, cunti e monologhi: una sorta di teatro-canzone», anticipa Mario Incudine. L’idea nasce dal direttore del Parco archeologico, Carmelo Bennardo, che ha voluto coinvolgere l’artista ennese in quella che lui stesso definisce “una follia”: «Un concerto pensato come omaggio a tutta la musica del Sud, in cui racconteremo anche storie mitologiche, ma anche Buttitta e Camilleri, per valorizzare il luogo e la storia di questo luogo».
Sul palco – che sarà allestito nella zona alberata antistante l’antica cavea, con il teatro alle spalle degli artisti e il pubblico rivolto verso la gradinata – non ci saranno set separati. Incudine, i Lautari e Peppe Servillo suoneranno insieme, intrecciando repertori, voci e racconti, in una sorta di grande cerimonia collettiva.
A fare da collante a questo ideale Regno delle Due Sicilie sarà Peppe Servillo, frontman degli Avion Travel e raffinato cantore della tradizione napoletana e d’autore. Nella scaletta non mancheranno omaggi a Domenico Modugno – con Lu pisce spada, Amara terra mia e Lu minaturi – e incursioni nel cuore della canzone napoletana, con brani come Canzone appassionata e M’aggia curà, accanto a due pezzi simbolo degli Avion Travel, Cuore grammatico e Storia d’amore.
Il concerto, nelle intenzioni, durerà circa un’ora e mezza, con una quindicina di brani complessivi. Ma, come ricorda Incudine, «agli Dei non si pongono limiti»: perché in quel luogo, scolpito dai secoli, il tempo smette di essere una semplice misura e torna a essere respiro, attesa, rito.
“Capodanno tra gli Dei” non sarà soltanto un modo originale di salutare l’arrivo del 2026. Sarà un’esperienza collettiva di bellezza, cultura e speranza, una porta aperta su un tempo senza tempo in cui ogni leggenda diventa possibile e ogni spettatore può sentirsi, almeno per un’alba, parte di un racconto eterno.










