Una magia che parte da lontano e che fa riscoprire la bellezza semplice ed evocativa del mare e del mito. Così l’attore e regista Pietro Montandon ha confermato ancora una volta il suo ruolo centrale nel panorama culturale siciliano, portando in scena opere che intrecciano memoria e radici identitarie: “Tridicino” e “Donnafugata”.
Formatosi alla scuola del Teatro Stabile di Catania, ha attraversato quasi cinquant’anni di teatro con interpretazioni di grande intensità e versatilità.
Una delle tappe più suggestive della sua stagione è stata la performance dello spettacolo “Tridicino”, un racconto di ispirazione mitologica tratto dall’opera di Andrea Camilleri. Lo spettacolo – un viaggio in barca nel mare di Sicilia, tra ironia, malinconia e immagini evocative – porta in scena il personaggio di Tridicino nelle diverse fasi della vita, intrecciando parole, musica e suggestioni marine.
Montandon ha presentato Tridicino in occasione di un evento organizzato nel roof top delle Dune Sicily Hotel di Catania, dove il pubblico ha potuto apprezzare la forza narrativa della performance in un’atmosfera di coinvolgente intimità teatrale, con vista mare.
Noi di Sud Arte abbiamo avuto il piacere di incontrare Montandon in questa occasione, cogliendo la sua passione per il racconto scenico come strumento di cultura viva e di profonda connessione con il territorio.
Ieri 12 dicembre, invece, grande debutto con lo spettacolo “Donnafugata”, un’altra produzione teatrale di grande impatto, di Costanza DiQuattro, che ha portato in scena figure e storie legate al patrimonio culturale siciliano, proprio all'interno dell'onomimo castello.
Un teatro che unisce passato e presente e che diventa strumento di riflessione e trasformazione, attraverso la voce e l’esperienza di interpreti come Pietro Montandon, capaci di portare avanti la ricchezza delle arti performative in Sicilia.











