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L’auditorium dell’Istituto scolastico “Angelo Musco” di Librino, nella periferia di Catania, ha accolto uno straordinario ed illuminante incontro dal titolo “La
cultura per l’emancipazione dalle povertà educative e per fondare comunità”.
L’iniziativa nasce da una collaborazione tra l’Università di Catania e l’Istituto dell’Enciclopedia Italiana Treccani ed ha visto la partecipazione di numerosi studenti, docenti, rappresentanti istituzionali e membri delle istituzioni culturali.
Accomunati da un unico obiettivo, ossia quello di riflettere sul ruolo della cultura oggi, abile e prezioso strumento di inclusione, fonte primaria per lo sviluppo sociale, soprattutto nei contesti caratterizzati da fragilità educativa e marginalità.
Come è stato sottolineato più volte nel corso dell’incontro, l’Istituto “Angelo Musco”, da sempre si impegna offrendo ai propri studenti un ampio ventaglio di strumenti per un’eccellente formazione.
Presenti altresì l’Istituto Statale di Istruzione superiore Carlo Gemellaro, il Liceo scientifico Galileo Galilei e l’Istituto di formazione all’impegno sociale e politico Sant’Agata per Catania. Scuole di grandi differenti per ottenere un momento di confronto tra diverse realtà educative della città, promuovendo la collaborazione tra scuole e istituzioni.
Tra i relatori, fortemente attesa era la figura del presidente dell’Istituto Treccani, Carlo Ossola; la sua presenza è stata una preziosa occasione di approfondimento culturale e di confronto sul significato della cultura, leva per l’emancipazione sociale. Nel suo intervento, ha precisato
l’importanza di questi incontri per formare le nuovissime generazioni e prevenire le povertà educative che per tanti, anzi troppi, anni hanno flagellato intere zone della città. E la Treccani, ieri come oggi, si conferma essere il punto di riferimento culturale nazionale, capace di fornire strumenti a chiunque abbia sete di conoscenza; basta un clic per ritrovarsi innanzi ad un patrimonio
educativo e sociale totalmente fruibile.
Formazione, inclusione e il diritto alla bellezza per i giovani dei quartieri periferici
La prorettrice dell’Università di Catania, Lina Scalisi, e il delegato del rettore all’Osservatorio prefettizio, Carlo Colloca, hanno illustrato le attività dell’Ateneo, sottolineando l’impegno costante teso alla formazione e l’orientamento dei giovani, un’attività proficua e che sta portando a
dei bei risultati, anche nei quartieri da sempre tristemente noti per marginalità e fragilità educativa.
Il docente universitario Carlo Colloca ha spiegato come l’Università, attraverso l’Osservatorio prefettizio, abbia attuato degli strumenti di monitoraggio e intervento per prevenire i comportamenti
a rischio e piuttosto favorire l’inclusione, aiutando i ragazzi nella scelta di percorsi formativi e culturali.
A supporto del suo intervento, le mappe dell’Osservatorio prefettizio che evidenziano i territori più vulnerabili; l’Osservatorio non solo identifica i luoghi di marginalità, ma anche i possibili alleati per interventi educativi e culturali, tra associazioni, scuole e famiglie. Così facendo la scuola diventa un
presidio di cittadinanza e di legalità, offrendo ai giovani opportunità di crescita e di inclusione anche al di fuori dell’orario scolastico tradizionale, da qui il desiderio di mantenere la scuola aperta e fruibile ai giovani anche nelle ore pomeridiane.
Cos’è il “diritto alla bellezza”? Non sono solo le opere d’arte o i monumenti, piuttosto la libertà di scegliere quello che piace e seguire le proprie inclinazioni, coltivare i propri talenti, passioni e
sogni, anche in contesti difficili come quelli dei quartieri periferici.
Alla fine degli interventi, ampio spazio è stato lasciato agli studenti per porre domande, segno che questo incontro era necessario. A differenza di quanto talvolta si dica, con i più giovani in realtà è facile interagire, basta solo farlo nei modi giusti. Ed il successo di questo appuntamento ne è una chiara dimostrazione.










