
La crisi come varco: l’opening che scuote
Ogni mostra propone un linguaggio, ma poche riescono a offrirne uno che incrina ciò che siamo abituati a credere di vedere.
Il 22 novembre 2025, alle ore 18, la Galleria Massimo Ligreggi di Via Indaco 23 inaugura la personale di Alessandro Gagliardo: CRISI – vecchio non muore, nuovo non nasce, un percorso che non consola e non accarezza, ma attraversa.
Chi è Alessandro Gagliardo
Classe 1983, artista e cineasta siciliano, Gagliardo lavora da oltre un decennio sulla soglia tra archivio e immagine, tra memoria visiva e manipolazione del tempo.
Fondatore nel 2005 della realtà di produzione Malastrada Film, proviene da anni di sperimentazione nelle televisioni locali siciliane e in laboratori fotografici.
Tra le sue opere più significative si ricordano Un mito antropologico televisivo (2011) e Gli ultimi giorni dell’umanità (2022, co-regia con Enrico Ghezzi).
La sua ricerca insiste sulla forma e sull’intensità del visibile, indagando il senso dell’immagine come relazione.
L’artista scrive
«Adesso vorrei poter avere parole immediatamente esatte, ma non le trovo Ho provato ad ascoltare per conoscere a guardare per capire Liberando le orecchie ripulendo gli occhi Reagendo al crepuscolo dei sorrisi, alle riduzioni, alle dittature del senso, degli scopi, dei tempi, dei denari.
Il canto al mattino presto dell’uccello è incomprensibile eppure dice da sempre e senza dubbio del mondo che si sveglia
A genocidio in atto ogni orrore concepibile dalla specie umana la totalità di morte progettata al lavoro
e ostinarsi anche a riconoscere distintamente luccicare la bellezza
A questo asserraglio la sorpresa a un sussulto per la vita
senza speranza
questo coraggio dell’attenzione chiedo a me stesso
Come un fiore non coltivato, obbedisco alla necessità della lietezza dopo lo scoraggiamento Verrà ancora qualcosa che mi offenderà e mi massacrerà.
E, ingenuo, come chi è incredulo di morire, rifiuto al costo della solitudine che mi fa fratello dei cani, il volto osceno della storia.
Commemorare è come smettere di amare».
Dentro la mostra
Il viaggio proposto da Gagliardo è un labirinto senza muri, una sospensione fragile dove il vecchio non muore e il nuovo non nasce.
Le opere dialogano con il concetto di crisi non come frattura improvvisa, ma come condizione permanente, una terra di mezzo dove la realtà vive in apnea.
Qui l’immagine non rappresenta: resiste.
Perché vederla
– Per chi cerca un linguaggio che non addomestica. – Per chi riconosce nell’archivio una zona viva del presente. – Per chi ha bisogno di una ferita visiva che apra alla domanda e non alla risposta.
L’invito
L’opening è fissato per il 22 novembre 2025 alle ore 18.
SudARTE invita il pubblico a partecipare e condividere l’evento: perché certe crisi non si osservano, si attraversano.











