
È il 212 a.C. e Siracusa è sotto assedio. Un giovane legionario romano entra nella casa del grande matematico Archimede con l’ordine di ucciderlo. Ma prima che la spada colpisca, il genio siracusano ha il tempo di ripercorrere la sua vita in un intenso monologo che attraversa scienza, dolore e solitudine.
Così prende forma “Archimede”, il testo di Costanza Di Quattro diretto da Alessio Pizzech e interpretato da Mario Incudine, che inaugura — martedì 29 ottobre alle ore 21 — la Stagione 2025-2026 del Teatro Vitaliano Brancati di Catania.
Prodotto dal Centro Teatrale Bresciano, La Contrada – Teatro Stabile di Trieste, Teatro della Città, A.S.C. Production, in collaborazione con il Teatro Donnafugata, lo spettacolo resterà in scena fino a domenica 2 novembre, con scene e costumi firmati da Andrea Stanisci.
Sul palco, Mario Incudine restituisce la complessità di un personaggio senza tempo: un uomo che, pur nella grandezza del suo ingegno, è costretto a fare i conti con la solitudine e l’incomprensione.
Accanto a lui, la musica dal vivo di Antonio Vasta e la presenza scenica di Tommaso Garré amplificano l’intensità emotiva di un racconto che fonde parola, canto e ritmo in un unico flusso teatrale.
Il testo di Costanza Di Quattro si muove tra storia e riflessione, delineando un Archimede umano, fragile, ma capace di sollevare domande universali. Il suo genio non è solo invenzione e calcolo, ma metafora di una tensione eterna: quella tra la luce della conoscenza e l’oscurità dell’ignoranza.
“Il testo di Costanza Di Quattro è sorprendentemente attuale – sottolinea il regista Alessio Pizzech –. In questo momento di odio e di guerra, in cui la ricerca scientifica viene spesso piegata alla distruzione, le parole di Archimede ci ricordano che la bellezza e il sapere devono restare strumenti di costruzione, non di annientamento”.
Un monito che travalica il tempo e parla direttamente al presente.
“L’Archimede che portiamo in scena – continua Pizzech – si rivolge alle nuove generazioni, le chiama alla consapevolezza, a non addormentare le menti. È un Archimede profetico, che ci invita a riscoprire l’amore come unica vera sfida possibile, perché la razionalità e i calcoli non bastano: la vera avventura è diventare umani”.
Con “Archimede”, il Teatro Brancati apre la sua nuova stagione con un debutto che unisce teatro, musica e pensiero, portando in scena la storia di un uomo che ha dedicato la vita alla conoscenza — e che, a distanza di secoli, continua a interrogare la coscienza dell’umanità.











