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Si rinnova la stagione del Teatro del Canovaccio con una serie di proposte artistiche di rilievo. Nel weekend di Ognissanti andrà in scena l’atteso debutto dello spettacolo “Sogno di un’antica speranza – Omaggio a Giorgio Gaber”, scritto e diretto dal giovane regista Gianmarco Arcadipane, che per l’occasione firma il suo primo testo teatrale e interpreta il ruolo di un giovane Signor G.
“Raccontare un artista poliedrico, enorme, umanissimo come Giorgio Gaber non è impresa da poco – scrive Arcadipane nelle sue note di regia – e i motivi di questa scelta sono tanti. Uno è sicuramente la forte carica di attrazione che per molti anni questo artista ha esercitato su di me”.
Nato nel 1997, Arcadipane non ha mai visto Gaber dal vivo, ma ha scelto di studiarlo con dedizione, approfondendone gli aspetti più intensi e contraddittori della personalità.
“A separarci c’è un contesto socio-culturale apparentemente molto diverso – aggiunge – ma, studiandolo, ho trovato molte risposte che cercheremo di raccontare in questo spettacolo”.
Giorgio Gaber è stato un punto di riferimento per un’intera generazione, quella del ’68, capace di trasmettere ai giovani la grandezza del pensiero e l’urgenza della libertà espressiva. Anche se la storia non è andata esattamente come il cantautore milanese di origini istriane (Giorgio Gaberscik) aveva sognato, la sua impronta nel panorama musicale e intellettuale italiano resta viva dagli anni Sessanta fino a oggi.
“Ho sempre avuto la sensazione di vivere in un mondo di macerie – osserva ancora Arcadipane –. I nuovi media hanno portato con sé la quasi totale assenza di figure autorevoli a cui i ragazzi possano guardare. Questa mancanza la vedo negli occhi di molti miei coetanei, e nel loro smarrimento generale”.
Lo spettacolo è costruito come un “sogno” che attraversa i momenti salienti della carriera di Gaber, ma anche come un racconto corale della storia del nostro Paese, dalla fine degli anni ’50 agli inizi degli ’80. In scena si rivivranno gli esordi, la scoperta da parte di un giovane Mogol, il sodalizio artistico con Sandro Luporini, l’amicizia con Luigi Tenco, Mina, Celentano, Jannacci, Battiato, l’amore con Ombretta Colli e il profondo legame con Milano.
Non mancheranno i riferimenti ai movimenti giovanili del Sessantotto e del Settantasette, sullo sfondo di un grande albero simbolico, metafora della vita e della ricerca del vero che Gaber ha perseguito per tutta la sua carriera.
In scena, accanto ad Arcadipane, anche Ornella Brunetto – nel duplice ruolo di Mina e della musa creativa – e Nicola Costa, a cui è affidata la parte del narratore e di diversi personaggi chiave, tra cui Mogol, Nanni Ricordi e Luporini.
“L’allestimento di questo spettacolo è stato per me un autentico viaggio di scoperta e nutrimento all’interno dello straordinario universo di Giorgio Gaber – racconta Nicola Costa –. Del Signor G si ricordano le canzoni più celebri, ma dentro l’anima di questo artista immenso c’era di tutto: ansia, speranza, curiosità, irriverenza e tantissimo amore. Insieme a Pasolini, Gaber rappresenta una delle icone più autentiche dell’ultimo secolo. Sul palco, con Ornella e Gianmarco, abbiamo cercato l’essenza di ogni verità che abbiamo scoperto, e ad ogni replica proveremo a restituirla al pubblico con la viscerale passione che ci lega a questo mestiere”.
Completano il cast tecnico Rita Stivale (assistente alla regia), Marco Iozza (scenografia), Marco Napoli e Francesco Rizzo (fonica e luci), M. Noemi Squillaci (arrangiamenti musicali) e Irene Tomarchio (costumi).
Il debutto di “Sogno di un’antica speranza” è fissato per venerdì 31 ottobre alle ore 21:00, con repliche sabato 1 e domenica 2 novembre nei doppi spettacoli delle ore 17:30 e 21:00.
È fortemente consigliata la prenotazione al numero 348 2344930.










