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Una domenica da non perdere per chi ama la storia e l’architettura. Oggi è l’ultimo giorno delle Giornate FAI d’Autunno ad Acireale, con l’apertura straordinaria di Palazzo Pennisi e del chiostro di San Biagio. Le visite, curate dai volontari del FAI, accompagneranno il pubblico tra ambienti nobiliari, memorie di famiglia e testimonianze d’arte sacra che raccontano l’identità della città.
La riapertura di Palazzo Pennisi, elegante dimora ottocentesca, ha un valore simbolico e civile: torna fruibile al pubblico grazie alla disponibilità del proprietario Antonello Tusa, restituendo alla comunità uno dei luoghi più rappresentativi della tradizione acese. L’itinerario sarà reso ancora più coinvolgente da una selezione di cartoline e documenti dei primi del ’900, che offriranno un racconto visivo sulla vita della dimora e sul suo rapporto con la città, tra saloni, arredi e prospettive che hanno attraversato oltre un secolo di storia.

Il percorso prosegue nel chiostro di San Biagio, dove il silenzio dei portici, le geometrie degli spazi e i segni del tempo restituiscono la misura di un patrimonio che intreccia arte, spiritualità e memoria collettiva. I volontari guideranno i visitatori alla scoperta dei dettagli architettonici e delle stratificazioni storiche, valorizzando la funzione culturale dei complessi conventuali nel tessuto urbano di Acireale.
Le Giornate FAI confermano così la loro missione: aprire, raccontare e custodire luoghi spesso non accessibili, creando una rete virtuosa tra proprietari, istituzioni e cittadini. Un invito a vivere i beni non come semplici scenari, ma come storie condivise che chiedono cura e partecipazione.
Informazioni utili
Le visite si svolgono oggi con accesso in loco e posti limitati; si consiglia di presentarsi con anticipo. È possibile sostenere l’iniziativa con un contributo libero e iscriversi o rinnovare la tessera FAI direttamente sul posto.
Con questa duplice apertura, Acireale chiude l’edizione autunnale offrendo un’ultima occasione per entrare nel cuore del suo patrimonio.
La bellezza è un diritto di cittadinanza: oggi si può ancora esercitarlo.














