Un festival nato per “resistere”, tema scelto per la VII edizione di Etnabook – Festival Internazionale del Libro e della Cultura (21–25 settembre, Catania), che trasforma il Palazzo della Cultura in un crocevia di storie e visioni.
L’Auditorium Concetto Marchesi ha ospitato un doppio incontro molto partecipato: Rosanna La Malfa con Metti la freccia (Carthago) e Francesca Sangalli con A Londra non serve l’ombrello. Volevo solo cambiare vita! (Giunti). A dialogare con le autrici Pierluigi Di Rosa e Sarah Donzuso, in una staffetta che ha messo al centro decisioni, cambi di rotta e la tenacia del quotidiano.
Due libri, due traiettorie di coraggio
Metti la freccia è un invito all’azione. La Malfa costruisce un mosaico di episodi personali e ritratti di donne che “mettono la freccia” per uscire dallo stallo e riorientare la propria vita. Il filo rosso è la resilienza femminile: un’energia gentile ma determinata, capace di generare cambiamento e custodire valori condivisi. Una narrazione che aderisce con naturalezza al claim del festival, facendo del verbo “resistere” un gesto concreto.
Di segno diverso ma con la stessa urgenza è A Londra non serve l’ombrello. Volevo solo cambiare vita!, romanzo di Francesca Sangalli: humor, passaggi tragicomici e prove di libertà compongono il racconto di chi cerca il proprio posto nel mondo e, nel farlo, riscopre se stesso. Pubblicato da Giunti a maggio 2025, il libro lavora sul tempo delle scelte e sullo spaesamento delle partenze, tra città-mondo e ritorni possibili.
La conversazione ha alternato registri: con Di Rosa il confronto su Metti la freccia ha scavato nella semantica del gesto – indicare, segnalare, sorpassare – e nella responsabilità del “mettere in moto” la trasformazione; con Donzuso Sangalli ha messo a fuoco la leggerezza come strumento serio per dire il cambiamento, tra ironia e vulnerabilità. Due moderazioni complementari, pensate per valorizzare linguaggi e ritmi delle autrici.
Etnabook conferma la vocazione a tenere insieme territorio e apertura internazionale, con un programma diffuso tra il Palazzo della Cultura e altri luoghi partner, e una regia che chiama a raccolta editori, università, istituzioni e pubblico intergenerazionale.
Noi di SudArte eravamo lì per raccontare Etnabook Edizione 2025: volti, voci, in cui la letteratura non ha offerto soltanto trame, ma direzioni di marcia: mettere la freccia, cambiare corsia, prendersi il diritto di partire.
Anche questa è resistenza.











