
Nel centenario della nascita di Giuseppe Fava, giornalista, scrittore, drammaturgo e intellettuale ucciso dalla mafia il 5 gennaio 1984, la città di Catania gli rende omaggio con una grande mostra d’arte ospitata alla Galleria d’Arte Moderna di via Castello Ursino 26. Domani, lunedì 15 settembre 2025, alle ore 10.30, la rassegna verrà presentata alla stampa, mentre l’inaugurazione ufficiale è fissata alle 18.30 dello stesso giorno.
L’esposizione, dal titolo “La cultura e il diavolo. L’arte di Giuseppe Fava tra impegno civile, politico e intellettuale”, è curata da Vittorio Ugo Vicari e promossa dalla Fondazione Giuseppe Fava insieme alla famiglia del giornalista, in collaborazione con il Comune di Catania e con il patrocinio dell’Accademia di Belle Arti.
All’incontro inaugurale parteciperanno il sindaco di Catania Enrico Trantino, la presidente dell’Accademia di Belle Arti Lina Scalisi, il direttore Gianni Latino (anche progettista del manifesto della mostra), il direttore Cultura del Comune Paolo Di Caro, il curatore Vittorio Ugo Vicari e la vicepresidente della Fondazione Maria Teresa Ciancio.
Un Fava meno conosciuto: pittore, incisore e disegnatore
La mostra intende svelare al pubblico il volto meno noto di Fava, attingendo principalmente all’Archivio Storico Giuseppe Fava di Gravina di Catania, custodito da Giuseppe Maria Andreozzi. Non solo giornalista dirompente e drammaturgo, ma anche pittore, incisore e disegnatore: la sua produzione artistica, finora rimasta in parte in ombra, viene oggi riportata al centro.
Fava ha sempre creduto che l’emancipazione dalla violenza mafiosa potesse nascere soltanto da un’azione educativa diffusa, capace di coinvolgere soprattutto i giovani. Per raccontare la realtà e renderla comprensibile, utilizzò tutti i linguaggi: dalla macchina da scrivere al teatro, dal cinema al microfono, fino al pennello e al bulino.
Gli studenti al centro
Proprio i giovani saranno i principali destinatari della mostra: la Fondazione invita i dirigenti scolastici a organizzare visite guidate (su prenotazione all’indirizzo mostre@fondazionefava.it). L’esposizione, a ingresso libero, resterà aperta fino al 6 gennaio 2026, offrendo a studenti e cittadini l’occasione di riscoprire l’impegno e la visione di Fava.
La proiezione del docufilm
La giornata di domani si concluderà alle 21.00, nella corte della GAM, con la proiezione in anteprima nazionale del documentario “L’ultima fila, storia di Pippo Fava”, diretto da Emanuela Ranucci e Maria Carla Virzì, prodotto da Loom Production e in onda su La7. Il film ripercorre i giorni dell’omicidio attraverso le voci di chi visse quei momenti e non ha mai dimenticato. Anche in questo caso l’ingresso sarà libero.
Un doppio appuntamento che non è solo memoria, ma anche cultura viva e attuale: l’occasione per riscoprire la forza creativa e il coraggio civile di un intellettuale che ha fatto della sua vita un esempio di libertà e di resistenza alla mafia.










