Un filo d’aria che diventa suono, un gesto sospeso che disegna melodie: il theremin di Lina Gervasi ha trasformato Piazza Castello in una camera d’eco emotiva.
Il concerto — inserito nella rassegna “Aci Castello. Estate tra mito e cultura 2025” — ha unito la rarefazione elettronica dello strumento inventato da Lev Termen alla classicità degli archi, in un dialogo di grande suggestione che il pubblico ha seguito in silenzio, come davanti a un miraggio sonoro. La rassegna si chiuderà a ottobre con il “Premio Giovanni Verga”, appuntamento ormai fisso del cartellone castellese.
“Il theremin è il luogo dove il gesto diventa voce: ogni nota nasce nell’aria e ci invita a guardare ‘oltre lo specchio’”, ha detto Lina Gervasi, sintetizzando il cuore del programma.
In prima parte l’artista ha proposto brani originali da “Beyond the Mirror” (Musica Lavica Records), suite elettroacustica che incrocia scrittura, immagine e narrazione; nella seconda ha riplasmato colonne sonore e pop d’autore in chiave eterea, restituendo temi noti in una luce quasi cinematografica.
Con lei, un ensemble essenziale e preciso: Caterina Coco (violino), Alessandro Longo (violoncello), Cristina Gianino (pianoforte) e Denis Marino (chitarra, anche producer del progetto).
“Abbiamo voluto un’estate che mettesse insieme mito, arte e innovazione. Portare il theremin ad Aci Castello significa scommettere su linguaggi contemporanei senza perdere il legame con i nostri luoghi. Il percorso si concluderà a ottobre con il Premio Verga”, ha commentato l’assessora a Turismo e Spettacolo, Giusy Agosta, che ha sostenuto l’iniziativa nell’ambito del cartellone estivo del Comune.
Il titolo “Beyond the Mirror” non è solo un album: è una poetica. Gervasi — thereminista, flautista e polistrumentista dalla solida esperienza tra teatri e festival — esplora un altrove sonoro in cui gesto, elettronica e arco si fondono.
La direzione artistica di Paolo Li Rosi ha cucito il format valorizzando la cifra “lavica” del suono, mentre la pietra del Castello ha fatto il resto, amplificando riverberi e risonanze.
Applausi lunghi hanno sigillato una serata diversa, dove classico e futuribile si sono dati la mano. E quando l’ultimo suono del theremin è svanito nel vento di mare, in piazza è rimasto un silenzio buono, quel tipo di silenzio che sembra già musica.
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