
La 42ª edizione del Premio nazionale Città di Leonforte si chiude nel segno del mare e della memoria condivisa. La giuria tecnica, presieduta dall’attore e regista Turi Amore, ha incoronato “Le Cialome” di Vincenzo La Lia come miglior spettacolo, “per la capacità di trasformare la memoria del mare e delle sue tradizioni in un’esperienza teatrale intensa, corale e profondamente suggestiva”.
Una scelta salutata da lunghi applausi nel Cortile Dante Alighieri, dove la serata è stata condotta da Franz Cantalupo con la direzione di Giuseppe Oriti.
Prodotto dalla Compagnia Approd’Art di Palermo, lo spettacolo — che rende omaggio ai riti e alle voci delle comunità marinare, con uno sguardo attento al protagonismo femminile — ha fatto incetta di premi: oltre al verdetto della tecnica ha conquistato anche il riconoscimento del pubblico e il titolo di miglior attrice per Mariateresa Cardile, “capace, con parola e canto, di restituire la voce delle donne di mare della tradizione”.
Il momento più atteso è stato l’omaggio alla Sicilianità conferito a Gianfranco Jannuzzo: un premio che la Città ha voluto dedicargli “per aver fatto risuonare in tutta Italia la voce autentica della Sicilia”. L’attore ha ricambiato regalando al pubblico una manciata di sketch dal suo repertorio, tra ironia e tenerezza.
Ricco il palmarès: il Premio Miglior Drammaturgia va a Marco Ziello per “Come un polpo nella chitarra” (Compagnia On Teatro, Salerno), testo che affronta l’Alzheimer “fondendo poesia, ironia e dolore senza scivolare nella retorica”.
Alla stessa produzione il Premio Miglior Regia, assegnato a Marco Ziello e Licia Amarante. Miglior attore è Daniele Ronco (Compagnia Mulino ad Arte, Torino) per “Margherito – C’è tempo per tornare a casa”: la motivazione sottolinea “la naturalezza con cui attraversa registri diversi, dall’ironia alla commozione, modulando voce e gesto con misura e verità”. La Menzione Speciale della Giuria Giovani (portavoce l’attrice Maria Chiara Paternò) premia “Regina Madre” della FSSL Compagnia Teatrale di Caserta.
La serata si è aperta con un monologo sul teatro scritto da Irene Varveri Nicoletti e interpretato da Franz Cantalupo, ed è stata scandita dall’intervento del danzatore contemporaneo Paolo Chiarenza e dalla presentazione di un estratto de “La forma delle cose” di Sergio Campisi (Collettivo Quarta Paréte, Catania), ospite in residenza dal 21 al 23 agosto all’Ecomuseo Granfonte. In platea l’Amministrazione comunale e i direttori artistici Irene Varveri Nicoletti e Benny Ilardo, cui è affidata la guida della sezione Teatro.
Soddisfazione nelle parole del sindaco Piero Livolsi: «Anche quest’anno il Premio ha confermato la sua caratura nazionale. La direzione artistica, con l’assessora alla Cultura Sabrina La Ferrara e l’intera struttura comunale, ha costruito un percorso di qualità, dalle tre compagnie finaliste alle attività collaterali.» Tra le sinergie, il primo cittadino ha ricordato la collaborazione con il liceo Vaccalluzzo/Medi, che ha portato in scena “Otello” di Shakespeare, «un ponte virtuoso tra scuola e premio».
Articolato nelle sezioni letteraria e teatro e organizzato dal Comune di Leonforte, il Premio conferma la sua vocazione: valorizzare l’arte scenica e la scrittura, facendo del palcoscenico un luogo dove la tradizione incontra le urgenze del presente. In questa edizione, più che mai, il mare — con le sue cialome, i suoi canti, i suoi silenzi — è diventato teatro. E il teatro, comunità.










