
La Corte di Palazzo Recupero Cutore si prepara a diventare un microcosmo teatrale dove l’ordine naturale delle cose viene messo in discussione con ironia e musica. Oggi, 24 agosto, ore 21, la rassegna Teatro in Corte (a cura dell’Associazione Città Teatro) accoglie “Un giorno la formica”, spettacolo prodotto dal Teatro Biondo di Palermo e firmato da Paride Benassai ed Eugenio Mastrandrea, che saranno in scena insieme a Mario Incudine.
L’innesco narrativo è di quelli capaci di accendere la fantasia e, al tempo stesso, il pensiero critico: in una dimensione sospesa tra realtà e immaginazione, un essere umano si imbatte in una formica gigante che lo richiama all’ordine, contestando l’autoproclamata supremazia della specie umana. Da qui prende forma una favola farsesca che, con ritmo comico e guizzi surreali, affronta il tema più serio di tutti: la crisi ambientale e il nostro modo di abitarla.
La regia è dello stesso Paride Benassai, che firma la drammaturgia con Eugenio Mastrandrea e Marco Pomar. Le musiche originali portano la firma di Mario Incudine, presenza scenica e sonora che funge da “coscienza musicale” della vicenda; le luci sono di Antonio Sposito, mentre scene e costumi nascono dal lavoro degli allievi dell’Accademia di Belle Arti di Palermo, a conferma di un progetto che intreccia formazione e palcoscenico.
Sul filo della commedia, lo spettacolo segue l’avventura di uno scrittore in crisi d’ispirazione che si ritrova a dialogare con la logica implacabile dell’insetto, accompagnato dal commento – tanto ironico quanto puntuto – di un grillo parlante tra voce e strumenti. Il gioco teatrale, ora brillante ora introspettivo, non cerca conclusioni rassicuranti: sollecita lo spettatore a interrogarsi su un presupposto che di rado mettiamo in discussione. La superiorità dell’uomo è davvero un dato acquisito? O è un racconto che ci siamo cuciti addosso senza consultare gli altri abitanti del pianeta?
“Un giorno la formica” arriva così ad Aci Bonaccorsi come un piccolo manifesto di teatro civile travestito da divertissement: un invito a rimettere in asse il rapporto con la natura, a partire dal dubbio, motore primo di ogni pensiero libero. In una sera d’estate, la corte si farà alveare di idee, tra risate e domande che restano a ronzare anche dopo il sipario.











