È raro incontrare artisti che, dopo oltre cinquant’anni di carriera, sappiano ancora sorprendere il pubblico con la stessa freschezza di un debutto. Massimo Ranieri al Teatro Antico di Taormina ha dimostrato che il suo linguaggio non conosce età: a 74 anni ha regalato uno spettacolo che è insieme musica, teatro e danza, mescolati con l’eleganza che lo ha reso un’icona.
Tutti i sogni ancora in volo, titolo che è già manifesto di poetica, non è stato soltanto un concerto, ma un viaggio critico ed emozionale attraverso la memoria della canzone italiana.
Il pubblico lo ha accolto come si accoglie un amico di lunga data, ma con una sorpresa: accanto a spettatori maturi, fedeli da decenni, c’erano tanti giovani, ragazzi che accompagnavano genitori e nonni e che, all’unisono, hanno cantato brani che non appartengono al loro tempo ma che Ranieri ha reso senza tempo. È in questa coralità trasversale che si misura la grandezza di un interprete: trasformare la nostalgia in attualità.
Dal punto di vista musicale, la scaletta ha alternato i classici – resi con una vocalità che conserva ancora un’invidiabile potenza e morbidezza – a brani più recenti, scritti da firme autorevoli come Ivano Fossati, Giuliano Sangiorgi, Pino Donaggio e Bruno Lauzi.
L’apice emotivo è stato raggiunto con Perdere l'amore, pezzo intenso vincitore del Festival di Sanremo nel 1988, in cui la parola cantata ha sfiorato la recitazione pura, confermando la capacità di Ranieri di fondere generi e linguaggi.
Nella scaletta, presente anche il brano vincitore del Premio della critica a Sanremo 2022 “Lettera di là dal mare”.
Sul piano scenico, l’artista non si è limitato a cantare: ha danzato, ha scherzato, ha recitato, costruendo un flusso continuo tra musica e narrazione.
La band, guidata dal producer Marco De Antoniis, ha offerto arrangiamenti moderni ma rispettosi dell’originale, con una band inedita formata da Danilo Riccardi al pianoforte, Giovanna Perna tastiere e voce, Francesco Puglisi al basso, Luca Trolli alla batteria, Arnaldo Vacca percussioni, Andrea Pistilli e Tony Puja alle chitarre classiche ed elettriche, Valentina Pinto al violino e voce, Cristiana Polegri sax e voce e Max Filosi al sax e flauto.
Ma ciò che resta, al di là della tecnica, è il messaggio. Ranieri ha parlato al suo pubblico come un maestro, ribadendo ciò che il titolo dello spettacolo suggerisce: non bisogna mai smettere di sognare, e bisogna innamorarsi sempre. Una lezione che, pronunciata tra le pietre antiche di Taormina, è risuonata come una verità universale.
La serata ha segnato la conferma di un artista che non vive di rendita, ma continua a reinventarsi, capace di trasformare ogni esibizione in un atto d’amore verso la musica e verso chi la ascolta.










