
Il Teatro Antico di Taormina, oggi, 20 agosto, alle 21, si prepara a una serata di grande spettacolo che unisce danza e opera nel segno del Mediterraneo. In cartellone un dittico di forte richiamo: il “Bolero” di Maurice Ravel e “Cavalleria rusticana” di Pietro Mascagni, nuovo allestimento del Festival Lirico dei Teatri di Pietra, per un incontro tra ritmo, passione e verismo in una delle cornici più suggestive d’Europa.
A guidare la macchina musicale sarà Alfredo Salvatore Stillo, maestro concertatore e direttore d’orchestra. In buca suonerà l’Orchestra del Teatro Comunale “Francesco Cilea”, mentre le masse corali saranno affidate al Coro Lirico Siciliano, preparato dal maestro del coro Francesco Costa.
Il “Bolero” aprirà la serata con una lettura dal forte impatto scenico: protagonista un corpo di ballo flamenco che traduce l’ostinato di Ravel in gesto e colore, grazie alla coreografia di Isabel Ponce Rodríguez e agli interpreti Adrián Ávila Chicharro, Abel González Álvarez, María Fernández García, José María Tomás Calero, João Pereira Espiga, Alberto Ortiz Real, Javier Moreno Martínez. Un ponte tra la classicità della partitura e la sensualità del flamenco, amplificato dalla magia notturna del Teatro Antico.
Dopo l’intervallo, il palcoscenico si immergerà nel cuore del verismo con “Cavalleria rusticana”, l’opera in un atto che più di ogni altra ha fissato nell’immaginario mondiale la Sicilia di fine Ottocento: amori allo stremo, gelosie e destino inesorabile. La partitura di Mascagni — dalle arcate del Preludio al celebre Intermezzo — trova nella cavea taorminese un alleato naturale: la pietra, la notte e il profilo dell’Etna diventano parte della drammaturgia, restituendo al pubblico la dimensione epica e popolare di una storia che continua a emozionare generazioni di spettatori.
La produzione porta la firma del Festival Lirico dei Teatri di Pietra; Alberto Munafò Siragusa è direttore di produzione, mentre la campagna e il coordinamento promozionale sono curati dal direttore marketing Salvatore La Rocca.
Una squadra artistica e organizzativa che riunisce competenze italiane e internazionali, chiamata a costruire una serata capace di parlare tanto agli appassionati d’opera quanto a un pubblico più ampio, attratto dalla potenza iconica del Bolero e dalla forza narrativa di Mascagni.
L’appuntamento di questa sera si preannuncia come uno dei picchi della stagione taorminese: un viaggio che parte dall’ipnosi ritmica di Ravel e approda alla carne viva del melodramma, con il pubblico a fare da terzo protagonista insieme alla musica e alla scena.










