
L’Italia si prepara a salutare per l’ultima volta Pippo Baudo, il “Re della televisione”, scomparso a 89 anni.
La camera ardente è stata allestita al Teatro delle Vittorie di Roma, luogo simbolo dei grandi varietà Rai che Baudo ha reso indimenticabili. Le porte resteranno accessibili fino a domani, per permettere a colleghi, amici, personalità della politica e dello spettacolo, ma soprattutto ai cittadini, di rendere omaggio a una figura che ha attraversato sessant’anni di storia italiana. Sono attesi ministri, esponenti del mondo della cultura e artisti che con Baudo hanno condiviso un tratto di vita e di carriera.
Il corteo funebre partirà poi alla volta della sua terra natale: mercoledì 20 agosto alle ore 16, nel Santuario di Santa Maria della Stella di Militello Val di Catania, verranno celebrati i funerali, officiati dal vescovo di Caltagirone, monsignor Calogero Peri. Sarà il ritorno a casa, nel paese che Baudo non ha mai dimenticato e che lo accoglierà con il calore della comunità che lo ha visto nascere e muovere i primi passi.
Nel frattempo, la Rai e tutte le principali reti televisive hanno trasformato i palinsesti in una lunga maratona di ricordi, interviste e programmi storici. Speciali e documentari ripercorrono i tredici Festival di Sanremo condotti, le prime serate di Fantastico e Domenica In, ma anche la sua capacità unica di scoprire talenti e dialogare con il pubblico.
Le reazioni di cordoglio hanno abbracciato il Paese intero. Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, siciliano come Baudo, ha sottolineato la sua «professionalità, cultura e straordinaria capacità di interpretare i gusti degli italiani». Dal mondo politico, la premier Giorgia Meloni lo ha ricordato come «un gigante che ha regalato emozioni a generazioni di telespettatori». Anche il vicepremier Antonio Tajani ha parlato di «un uomo che ha raccontato l’Italia attraverso lo schermo».
Anche in Sicilia, il presidente Renato Schifani, l'ex presidente Raffaele Lombardo, il sindaco di Catania Enrico Trantino e il presidente del consiglio comunale Seby Anastasi e poi il sindaco di Militello, Giovanni Burtone.
Il mondo dello spettacolo ha risposto con un’ondata di affetto: Mara Venier, commossa, ha detto che con lui se ne va «una parte della mia vita»; Alessandro Gassmann ha parlato di «un uomo onesto e colto, ultimo rappresentante di un’epoca televisiva irripetibile» e poi ancora Giorgia, Simone Cristicchi e tanti altri artisti anche siciliani che lo hanno conosciuto, da Salvo La Rosa con cui avevo un rapporto speciale, a Giuseppe Castiglia e i violinisti in jeans, per citarne alcuni.
Militello si prepara a stringersi attorno al suo figlio più illustre. Non sarà soltanto un addio, ma un tributo collettivo alla storia di un uomo che ha incarnato, più di chiunque altro, l’anima popolare e culturale della televisione italiana.










