
Catania si prepara a vivere uno degli appuntamenti più attesi dell’estate, un evento in cui la suggestione della festa patronale incontra l’eleganza della grande musica.
Questa sera, domenica 17 agosto, in occasione dell’899° anniversario del ritorno delle reliquie di Sant’Agata da Costantinopoli, la terrazza del Museo Diocesano – affacciata su Porta Uzeda e su piazza Duomo – diventerà palcoscenico privilegiato per un’esperienza unica, organizzata dalla Camerata Polifonica Siciliana diretta dal maestro Giovanni Ferrauto e presieduta dal musicologo Aldo Mattina.
A partire dalle ore 20.30, il pubblico potrà assistere da una postazione esclusiva all’uscita del busto reliquiario, immerso nell’atmosfera intensa delle celebrazioni agatine, e ammirare lo spettacolo di fuochi pirotecnici che illuminerà il cielo della città.
«Siamo orgogliosi di confermare anche quest’anno – sottolinea Giovanni Ferrauto – un appuntamento che per i catanesi, e non solo, è ormai parte integrante delle celebrazioni di Sant’Agata e della nostra estate musicale».
Subito dopo i fuochi, intorno alle 21.00, sarà la musica di Antonio Vivaldi a riempire la terrazza: la VirtuosiOrchestra, con il violinista catanese Lorenzo Mazzamuto come solista, eseguirà l’integrale de Le Quattro Stagioni, uno dei capolavori più amati della musica barocca. La formazione, composta da Marco Mazzamuto e Carlotta Cosentino ai violini, Rosaria Milici alla viola, Alessandro Longo al violoncello e Fernando Caicedo al contrabbasso, guiderà il pubblico in un viaggio sonoro attraverso il ciclo delle stagioni, in una narrazione musicale che alterna raffinatezza e impeto, evocando immagini e sensazioni con straordinaria vividezza.
Mazzamuto, nato a Catania nel 1986, vanta un percorso di altissimo livello: diplomato con lode all’Istituto Musicale Vincenzo Bellini, ha completato gli studi al Conservatorio “P.I. Tchaikovsky” di Mosca con il massimo dei voti e si è perfezionato in Pedagogia degli Archi alla Temple University di Philadelphia.
La sua carriera lo ha portato a esibirsi come solista con importanti orchestre internazionali, dall’Orchestra Sinfonica di Ploiesti alla Camerata di Kiev, confermandosi tra i violinisti più apprezzati della sua generazione.
Quella di stasera sarà dunque una serata di emozioni intrecciate: la fede e la tradizione agatina da un lato, la potenza evocativa della musica dall’altro, in un connubio che promette di rimanere nella memoria di chi avrà la fortuna di viverlo.
📍 Museo Diocesano, via Etnea 8 – Ingresso entro le ore 20.00










