Certe voci non si ascoltano soltanto, si vivono. Quella di Dario Brunori, alla Villa Bellini per il Catania Summer Fest, ha attraversato la folla come un’onda calda e avvolgente, capace di trasformare un concerto in un rito collettivo di emozioni.
Dopo il terzo posto al Festival di Sanremo, con il brano dedicato alla figlia Fiammetta, e una carriera di 15 anni coronata da sei album e riconoscimenti come il Premio Tenco e un Nastro d’argento, il cantautore calabrese ha saputo conquistare anche una fetta di pubblico giovanissimo, presente in gran numero nelle prime file.
Sul palco, Brunori ha alternato i brani che lo hanno reso un’icona del cantautorato italiano alle nuove composizioni, senza dimenticare le tappe musicali che ne hanno segnato l’evoluzione artistica.
Canzoni intrise di ironia e dolcezza, intervallate da aneddoti, sorrisi e momenti di complicità con il pubblico, che ha risposto con cori e applausi scrosciant. La sorpresa dell’artista per la giovane età di molti spettatori è stata evidente, a conferma di come la sua musica, un tempo considerata di nicchia, oggi parli trasversalmente a più generazioni.
La serata, parte della rassegna “Sotto il Vulcano Fest”, ha visto le telecamere di SudArte immergersi tra la folla per raccogliere voci, ricordi e curiosità dei fan: dai brani preferiti a piccole storie personali legate alle canzoni, fino agli aneddoti di chi lo segue dagli esordi e di chi lo ha scoperto proprio grazie a Sanremo.
Un concerto che ha confermato come Brunori Sas non sia solo un musicista, ma un narratore di note, capace di unire generazioni diverse in un unico grande coro sotto le stelle di Catania.










