
La 19ª edizione di Tra Mito e Storia… Morgantina Rivive ha confermato il suo ruolo di ponte tra memoria e futuro, trasformandosi in uno degli appuntamenti più intensi e partecipati della storia della manifestazione.
Organizzato dall’Archeoclub Aidone-Morgantina, con la direzione di Cinzia Randazzo, l’evento ha assunto un significato speciale nel 70° anniversario della riscoperta del sito, celebrando il mito fondativo di Kore/Proserpina nelle sue due versioni – greca e latina – come patrimonio condiviso da custodire e tramandare.
La serata si è aperta con Kore. Il tempo del ritorno, performance itinerante firmata dalla Compagnia Kalòs e diretta da Federica Amore. Il pubblico, numerosissimo e visibilmente emozionato, ha seguito il racconto tra i resti sacri di Morgantina, in un’esperienza teatrale dove parola, paesaggio e mito si sono intrecciati in un unicum poetico e potente. La regia sobria ma evocativa ha reso l’antico attuale, vibrante, capace di toccare corde profonde dell’identità collettiva.
A seguire, Il Ratto di Proserpina o l’Inganno di Venere, testo di Luigi Di Raimo per la regia di Daniele Salvo, ha restituito al pubblico la suggestione della versione latina del mito, tra le fonti di Ovidio e Claudiano. In scena un cast di altissimo livello – Melania Giglio, Barbara Capucci, Francesca Maria, Giancarlo Latina, Marial Bajma Riva, Lorenzo Ficara, Marco Maggio, Massimiliano Serino, Tommaso Quadrella, Giada Lombardo – accompagnato dalla voce narrante di Ugo Pagliai.
La messa in scena, intensa e raffinata, ha suscitato un’ovazione lunga e spontanea, a testimonianza di come il mito, se raccontato con autenticità, sappia ancora scuotere e incantare.
Fulcro simbolico dell’edizione, il ritorno evocativo della Testa della Dea, scelta come immagine ufficiale della manifestazione. L’opera, oggi custodita al Museo dell’Arte Salvata di Roma, tornerà in Sicilia, segnando non solo un rientro fisico ma anche un riappropriarsi di un frammento di identità collettiva. “Non è solo il ritorno di un’opera d’arte – ha sottolineato Cinzia Randazzo – ma il ritorno di un frammento di noi stessi, della nostra storia e della nostra anima collettiva. Le Dee ci guardano. E, a volte, ci guidano”.
L’evento ha confermato anche la sua vocazione educativa e inclusiva. Protagonisti i giovani dell’I.C. Falcone-Cascino con il progetto Mitico Lab, gli allievi della Star Light School diretti da Giovanni Minolfi – con coreografie interpretate da Giorgia Milazzo, Alida Cammarata, Giuseppe Legnosecco e il gruppo intermedio – e i giovani migranti dell’Associazione Don Bosco 2000, la cui presenza ha dato voce al valore universale dell’integrazione.
Un lavoro corale che ha coinvolto artisti, maestranze, volontari e professionisti di tutta la Sicilia, sostenuto dal patrocinio oneroso del Parco Archeologico di Morgantina e della Villa Romana del Casale, diretto da Carmelo Nicotra, dalla collaborazione del Comune di Aidone e della sindaca Annamaria Raccuglia, e dal contributo di partner e sponsor che hanno creduto nel progetto.
Il vento leggero di quella sera, il profilo delle rovine, le luci, i costumi: ogni elemento ha parlato di appartenenza, consapevolezza e rinascita.










