
Dietro il silenzio di ogni malattia, nasce e cresce, un nonsoché di inespresso, pronto a esser colto da chi non vuole rinunciare alle emozioni distillate dalla vita. Per renderlo esplicito si può ricorrere alle parole, ai post sui socialnetwork, oppure al linguaggio della musica come ha preferito Antonio Condorelli, trasformando dolori e gioie, speranze e paure, in note.
Pur non essendo un neofita di concerti, avendo eseguito alcuni brani dal Palco della solidarietà, allestito dall’Associazione Fshd Italia, nell’ambito della manifestazione Walk of life della Fondazione Telethon, a Catania, in piazza Università, lo scorso 2 maggio, per Antonio Condorelli, Piano oltre è la prima esibizione in proprio, a Pozzillo, martedì 29 luglio. A presentare l’evento la giornalista Assia La Rosa, sul palco la voce sarà di Angela Dispinzieri, al pianoforte il maestro Davide Castellana.
Per chi ha ascoltato i brani non sarà una sorpresa tradurre le vibrazioni in figurazioni di vita vissuta, adattando le parole a colori e musica, in una visionaria galleria di quadri raffiguranti scene tratte dal vivo, corredata dagli accordi di Elena, di Trepidazione o del Valzer dell’aria.
Emozioni allo stato puro
Nella prima composizione il padre rivolge alla figlia un monito affettuoso di tenerezza, indicando nella forza dello spirito la voglia di vivere. Alla seconda, il pianista affida i sussurri dei suoi pensieri, sommessi ma palpitanti. Con la terza, il virtuosismo di un talento autodidatta compone direttamente sul pentagramma, confidando nella leggerezza degli accordi per trasmettere, a chi lo ascolta, la consapevolezza di combattere la malattia in celebrazione della vita.
Di Antonio Condorelli, cinquantenne, ingegnere, affetto da distrofia muscolare, ci sarebbe tanto da dire, se lo spazio non agisse da tiranno e se le esigenze di sintesi giornalistica non lo imponessero. A ogni modo, nell’oltre, appunto Piano oltre, è racchiusa l’essenza dello spazio-tempo, intesa come capacità di vivere il presente, attimo dopo attimo con l’intensità del reale, godendo dell’essere, anziché affidandosi all’astrusità e imprevedibilità del divenire.
Nell’attitudine artistica di Antonio Condorelli è racchiusa la sua vocazione, capace di muovere attraverso la sapienza delle note le visceri dell’umanità.
In questa semplice e coraggiosa lezione di vita, corredata da accordi di trepidanti melodie, dove guardare al passato significa riempire di contenuti il vissuto, si esplica, diremmo quasi vola sulle ali delle proprie creazioni, il messaggio dell’artista catanese.
Dallo spunto personale a patrimonio della collettività, la musica come la vita, ha dichiarato in una recente intervista, Antonio Condorelli.
A lui, vice presidente di Fshd Italia, l’Associazione distrofia muscolare facio-scapolo-omerale, non solo si deve il coraggio del vivere, una sorta di anticorpo rispetto a Verrà la morte e avrà i tuoi occhi, raccolta di poesie dell’ineguagliabile Pavese, bensì quella immediata generosità di chi pensa ai malati, pur nella propria difficoltà, per devolvere alla ricerca scientifica, con solidarietà poggiata su gesti concreti, i proventi del concerto, in uno con i ricavati dell’acquisto dell’album.










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