Voci del Vulcano, si chiama così il ciclo di tre appuntamenti guidati da Boris Behncke, vulcanologo di fama internazionale, nonché divulgatore scientifico e figura ben nota a chi, da anni, si interessa a tutto ciò che riguarda il nostro amato vulcano.
Lo scopo dell’iniziativa aveva un obiettivo ben preciso, ossia quello di avvicinare il pubblico non solo ad una conoscenza meramente scientifica e tecnica dei vulcani, ma anche fornire un approccio più umano e culturale, su un argomento che lega profondamente le popolazioni limitrofe al vulcano.
Un’occasione altresì per scongiurare e neutralizzare tutte quelle errate convinzioni che circolano attorno all’Etna, perché sono tante le voci che, pur atteggiandosi a verità, spesso non hanno alcun fondamento e meritano pertanto di ritrovare il proprio posto.
Conoscere questo fenomeno naturale è fondamentale perché, in qualsiasi momento, può rappresentare un pericolo per il territorio che lo circonda. Behncke ha inoltre specificato come i paesi etnei siano chiaramente più esposti, vista la vicinanza al vulcano, ma questo non esclude la città di Catania; i cittadini non sono esonerati dalla necessità di ricevere una preparazione adeguata. Ed è proprio in questo senso che ci rendiamo conto di come questi incontri assumano un ruolo fondamentale.
Tre viaggi alla scoperta dell’Italia vulcanica
Voci del Vulcano è strutturato in più fasi: una prima parte è dedicata alla visita del Museo dell’Etna, che attraverso immagini riprodotte e fotografie autentiche offre un percorso interessante ed altamente suggestivo (la nutrita partecipazione ha dimostrato quanto questa iniziativa abbia colto nel segno).
Immancabile poi la parte divulgativa curata direttamente da Boris Behncke, sempre arricchita da proiezioni e materiali visivi pensati per corroborare e rafforzare ulteriormente il messaggio. Tre serate, tre viaggi, ognuno con un taglio diverso, ma con un comune denominatore: raccontare con competenza e passione il mondo vulcanico italiano e tutto ciò che lo rende così speciale.
Nel primo incontro il vulcanologo ha spiegato il ruolo centrale dell’Italia nello sviluppo della vulcanologia moderna. Attraverso un excursus approfondito, ha toccato il Vesuvio, i Campi Flegrei, Stromboli, Vulcano e, naturalmente, l’Etna. Tutto atto a dimostrare perché il nostro Paese può essere considerato un vero e proprio laboratorio naturale per lo studio di questi fenomeni.
Il secondo appuntamento si è invece concentrato sul caso Etna, uno dei vulcani più attivi al mondo. Behncke ne ha illustrato l’evoluzione geologica, le sue trasformazioni più recenti e le dinamiche interne che ne regolano l’attività.
Un percorso affascinante, ma che non nasconde la sua pericolosità. Nell’incontro conclusivo si è discusso del rapporto tra l’uomo e il vulcano: la capacità – e necessità – di convivere con questa presenza. Il rischio vulcanico, infatti, è parte integrante della vita in alcune zone, ma Behncke ha evidenziato anche i benefici che questa convivenza può portare come lo sviluppo del turismo. Non è ancora certo se ci sarà un nuovo ciclo di Voci del Vulcano. Considerato il notevole successo dell’iniziativa, non è da escludere una ripresa futura.











