
Il corpo come linguaggio, il paesaggio come palcoscenico. A Castroreale, borgo medievale tra i più suggestivi della Sicilia, va in scena la settima edizione di InCastro Festival, rassegna site specific che intreccia danza contemporanea, musica e comunità. Un’edizione che si conferma tra le più intense e partecipate, anche grazie alla presenza di nomi di altissimo profilo internazionale come Julyen Hamilton e Nassim Baddag.
Due maestri della scena europea che, oltre ad aver incantato il pubblico con performance applaudite, hanno anche offerto preziosi momenti di formazione ai giovani danzatori. Hamilton, figura di riferimento mondiale nella composizione istantanea, ha condotto il laboratorio “The Theatre Works Syllabus” ed è stato protagonista delle performance 100 years e Opere Gentili | Luminaria, progetto speciale che ha coinvolto anche Pierfrancesco Mucari.
Baddag, noto per le collaborazioni con Sidi Larbi Cherkaoui e Anne Teresa De Keersmaeker, ha guidato il workshop Floorwork e ha portato in scena Segmentazioni e Fallin, insieme a Lilian Damango e Noam Rebai, all’interno del ciclo Opere Gentili.
Nei giorni precedenti, il festival ha ospitato coreografi e performer di grande valore: Lorenzo Covello e Noemi Piva con Early Morning Symphony e Appena due, Silvia Gribaudi con Corpo Libero, Erica Meucci con Storia di un ruscello, Daniele Ninarello con Non(leg)azioni, Alice Raffaelli con Falena, Emanuela Serra e Ambra Chiarello con Dalla stessa fonte. Tutti nomi e lavori che confermano la centralità di InCastro come laboratorio creativo e di riflessione sul presente.
I direttori artistici Giorgia Di Giovanni e Pierfrancesco Mucari sottolineano con orgoglio il doppio valore della manifestazione: “InCastro non è solo un evento culturale, ma un momento di vera connessione tra artisti, cittadinanza e territorio. I laboratori con ospiti internazionali arricchiscono il percorso dei giovani danzatori e portano benefici anche concreti per le attività locali. È un modo per far conoscere e vivere il borgo, con i suoi ritmi, sapori, silenzi”.
Ma non c’è solo bellezza. Ogni sera, al termine degli spettacoli, artisti e organizzatori hanno condiviso pubblicamente un appello forte e accorato contro i tagli del FNSV – il Fondo Nazionale per lo Spettacolo dal Vivo – che, con la pubblicazione dei risultati per il triennio 2025-2027, ha escluso o penalizzato numerose realtà culturali di rilevanza nazionale.
“In Italia sono stati esclusi 29 festival storici, 14 multidisciplinari, 8 di danza e 7 di teatro”, denunciano Di Giovanni e Mucari. “Una situazione che rischia di compromettere il lavoro di anni, cancellando competenze, identità artistiche, posti di lavoro e percorsi educativi. Anche InCastro, inspiegabilmente, ha visto una riduzione del punteggio qualitativo da 25 a 11, ottenendo il contributo ministeriale solo per un punto sopra la soglia minima”.
Una presa di posizione forte, condivisa da artisti, allievi, imprese locali e associazioni, che dimostra come la cultura non sia solo spettacolo ma anche coscienza civile.
Il festival si avvia al gran finale previsto per sabato 2 agosto al Museo Civico, con Italian Dances, spettacolo firmato da Virgilio Sieni e Giancarlo Parisi. Un epilogo che promette di essere emozionante, tra tradizione e sperimentazione.










