
Un’intera comunità a cavallo tra fede, memoria e identità. Dopo quattordici anni di attesa, Geraci Siculo ha riscoperto una delle sue liturgie più sentite: la Carvaccata di Vistiamara, l’antica cavalcata dei pastori in onore del Santissimo Sacramento. Migliaia di persone hanno affollato pacificamente il borgo madonita per assistere a un evento unico, che affonda le radici nella Sicilia rurale più autentica.
Sessanta cavalieri e amazzoni in abito tradizionale hanno attraversato le vie del centro storico secondo un ordine simbolico ben preciso: dai più giovani agli anziani, fino ad arrivare al “Cassiere”, figura autorevole che un tempo gestiva le finanze della comunità pastorale e che oggi incarna il cuore spirituale della sfilata.
Con la mano sinistra, ogni partecipante portava la propria offerta: colombi, cavallucci e daini di formaggio filante – i celebri cavadduzzi e palummedde – ceri votivi, paramenti sacri. Il corteo, preceduto da un araldo trombettiere con stendardo, ha ridato vita a un rituale solenne che si celebra, salvo eccezioni, ogni sette anni. L’ultima edizione risaliva al 2010.
Documentata fin dal 1643, ma probabilmente più antica, la Carvaccata fu istituita dalla Confraternita del Santissimo Sacramento nel 1539. Non è soltanto una manifestazione folklorica: è un gesto collettivo di ringraziamento e riconnessione con la terra, il Creato, le radici.
“È uno dei momenti più identitari della nostra comunità – ha dichiarato il sindaco Luigi Iuppa – e oggi assume un valore simbolico ancora più forte. I pastori sono i custodi della nostra biodiversità, protagonisti silenziosi della difesa dell’ambiente e della prevenzione degli incendi. E il ricambio generazionale in atto nelle aziende locali è un segno incoraggiante”.
La festa, articolata in una settimana di eventi e preparata con mesi di lavoro, non è soltanto celebrazione: è testimonianza viva di un’eredità che guarda al futuro senza dimenticare il passato. Un patto di fede e cultura, in cui ogni cavallo, ogni nastro, ogni cacio scolpito parla la lingua del tempo e della comunità.
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