In un tempo in cui l’indifferenza sembra farsi abitudine, riscoprire il valore del contatto è un atto rivoluzionario.
ConTatto, inteso come ascolto, relazione, cura e presenza, è stato il tema cardine della decima edizione di Teatri Riflessi, il festival internazionale di danza e teatro contemporanei che ha portato sul palcoscenico siciliano un intreccio vibrante di culture, corpi e narrazioni.
Dal 12 al 20 luglio, tra Viagrande e Zafferana Etnea, Teatri Riflessi 2025 ha raccolto una straordinaria partecipazione di pubblico, professionisti e artisti da ogni parte del mondo. Organizzato da IterCulture APS, il festival si è ormai radicato sul territorio etneo, diventando un riferimento internazionale per la sperimentazione performativa e il dialogo interdisciplinare. A parlare sono i numeri:
28 compagnie italiane e internazionali, 10 prime nazionali e 1 prima assoluta, 28 opere di videodanza, 12 talk, 9 workshop e 5 laboratori per giovani lettori. Un ecosistema artistico che ha messo in connessione generazioni e prospettive, nel segno della contaminazione e del rispetto reciproco.
Il cuore del festival è stato, come sempre, il Concorso Internazionale di Corti Performativi, che dal 17 al 19 luglio ha ospitato 13 compagnie da 10 Paesi, selezionate tra oltre 380 candidature globali.
Performance brevi, intense, della durata massima di 15 minuti, hanno infiammato Piazza Umberto I e il Teatro all’aperto Falcone e Borsellino di Zafferana Etnea, accompagnate da talk, incontri editoriali e proiezioni di film di danza internazionali.
A contendersi la vittoria nella serata finale del 19 luglio sono stati cinque corti selezionati dalle Commissioni Programmazione e Ricerca & Critica:
Ali ptice sanjajo o letenju? / Do Birds Dream of Flying? di Fabla Collective (Slovenia)
LeatherBetter di Andrea Givanovitch (Francia)
A volo d’angelo di Canzi / Cottini (Lombardia, Italia)
Bunker di Rebecca Margolick (Canada)
GOOD VIBES ONLY (beta test) di Francesca Santamaria (Italia)
A decretare il vincitore, una giuria articolata e trasversale: dalla Giuria della Finale composta da figure del panorama culturale siciliano, alla Giuria Giovani under 30, fino alla Giuria Comizi, formata da cittadini e cittadine coinvolti nel percorso partecipato del festival.
Il premio della decima edizione è stato assegnato all’intenso e visionario Ali ptice sanjajo o letenju? del collettivo sloveno Fabla Collective, un’opera che ha saputo incarnare in modo poetico e fisico il tema del contatto. La performance ruota attorno a una scala rotante e oscillante che apre, per i due performer, uno spazio aereo solitamente riservato a creature alate. Da lì, i due artisti si interrogano su come bilanciare il nostro desiderio irrefrenabile di esplorare l’ignoto con una cura rispettosa per gli ecosistemi naturali e sociali esistenti. Un corto che vola oltre i confini del corpo e della parola, per restituire allo spettatore il potere dello sguardo e della prossimità.

Il Premio speciale TRMood – sulla gentilezza, è andato invece al perfomer coreano, Heung Won Lee, che con i suoi modi affabili ha conquistato la simpatia di tutti, compresi i giovani di Zafferana, con cui rimaneva a chiacchierare la sera a fine spettacolo.
“Siamo felici di aver costruito un luogo in cui il contatto non è solo fisico, ma diventa una presa di coscienza collettiva – ha commentato il presidente di IterCulture, Dario D’Agata –. Teatri Riflessi non è mai solo un festival: è un processo vivo che coinvolge comunità, territori e visioni artistiche di tutto il mondo”.
Il festival si è concluso il 20 luglio con la tavola rotonda “ISOLE”, dedicata alla coreografia emergente in Sicilia e Sardegna, un reading poetico e una serata finale che ha celebrato la pluralità dei linguaggi performativi.
A Zafferana Etnea il teatro ha davvero riflesso il mondo e il contatto, quello autentico, si è fatto arte.











