La musica non si impara. Si sente. Si respira. E a volte nasce prima ancora di capirla, come un istinto che ti guida da dentro.
È così che ha cominciato Luca Barbato, fondatore e direttore della scuola di musica Polyphonic di Pedara. Aveva cinque anni quando ha preso in mano le bacchette per la prima volta. Non per gioco, ma per necessità. «La musica l’ho sempre avuta dentro, mi è stata trasmessa da mio padre, ma non l’ho mai vissuta come un’eredità: è diventata presto una direzione di vita. Non riuscivo a immaginarmi senza uno strumento tra le mani», racconta Barbato.
Oggi, a distanza di anni, la sua visione si è trasformata in un progetto concreto che unisce didattica, sperimentazione e passione. Poliphonic non è solo una scuola: è un ambiente dove si cresce, si condivide, si costruiscono percorsi di vita attraverso la musica. A Pedara, ai piedi dell’Etna, in un contesto dinamico e caloroso, giovani musicisti trovano una guida, un metodo e soprattutto un’ispirazione.
Luca Barbato non è soltanto un insegnante. È un musicista attivo sulla scena nazionale, docente anche a Milano, e collabora con nomi di rilievo come Chicco Allotta, pianista e direttore musicale degli Incognito, la storica band britannica che ha rivoluzionato il jazz-funk europeo. Una sinergia nata nel segno della ricerca musicale e dell’innovazione, che ha aperto nuovi orizzonti anche per gli allievi della scuola.
Proprio alcuni di loro sono stati protagonisti dell’evento Drum 100, tenutosi a Milano: un’esperienza unica che ha visto cento batteristi da tutto il mondo esibirsi insieme in un evento corale di grande potenza.
Ma la visione del Maestro Barbato non si ferma al presente. Recentemente, la scuola ha ospitato una masterclass esclusiva con Victor Wooten, uno dei più grandi bassisti al mondo, cinque volte vincitore del Grammy Award. Un incontro memorabile per gli allievi, che hanno potuto confrontarsi con una leggenda vivente e apprendere tecniche e filosofia musicale da un maestro assoluto.
La proposta didattica della Polyphonic si articola su tutti gli strumenti della musica moderna, con corsi di batteria, chitarra, basso, pianoforte, sax, canto e laboratori di musica d’insieme. A guidare gli studenti, un corpo docente preparato e coinvolto, composto da musicisti attivi sulla scena artistica, che non si limitano a trasmettere nozioni ma lavorano sulla personalità, sulla creatività e sulla capacità di stare su un palco. Il clima che si respira nella scuola è autentico: si lavora con serietà, ma sempre all’interno di un ambiente sereno, dove la passione è contagiosa e il talento può sbocciare naturalmente.
E questo talento si è espresso in tutta la sua forza durante il live show di fine anno che ha visto esibirsi su un vero palco gli studenti dell'Accademia musicale.
Intanto si guarda ai prossimi obiettivi: Poliphonic Summer Camp 2026, un campus musicale estivo che vedrà la partecipazione di artisti nazionali e internazionali, pronti a tenere lezioni e workshop immersivi con gli allievi della scuola. Sarà un’occasione per consolidare l’identità di Polyphonic come fucina di talenti, luogo di formazione e laboratorio creativo.
E oggi, in un mondo dove la musica cambia pelle ogni giorno, tra algoritmi, digitale e linguaggi ibridi, viene naturale chiedere a Luca: quale strada sta percorrendo davvero la musica?
Per scoprire la sua risposta, basta ascoltare l’intervista fino alla fine!
Una visione lucida, appassionata, e soprattutto… tutta da suonare con musicisti con la M, maiuscola!!











