
Un film che è più di un omaggio, più di un biopic. È un sentiero narrativo che attraversa l’anima di un artista irripetibile.
“Franco – Il lungo viaggio” è il titolo del film biografico dedicato a Franco Battiato, il visionario cantautore siciliano capace di sfiorare le vette del mistico e del profano con la stessa grazia.
Il progetto, prodotto da Rai Fiction in collaborazione con Casta Diva, porta la firma alla regia di Renato De Maria e alla sceneggiatura di Monica Rametta, ed è stato presentato ufficialmente in occasione dell’Italian Global Series Festival tra Rimini e Riccione.
A interpretare il “maestro” di Milo sarà Dario Aita, attore palermitano noto al pubblico televisivo per le sue intense prove in serie come Don Matteo, Il Cacciatore e La mafia uccide solo d’estate e recentemente Parthenope di Paolo Sorrentino.
Un nome, quello di Battiato, che non ha bisogno di essere spiegato, ma evocato. E questa operazione televisiva non si limita a ripercorrere le tappe cronologiche della sua vita: punta a scavare nelle pieghe dell’uomo e dell’artista, tra intuizioni spirituali, esperimenti musicali e ironie affilate. È un’opera che si propone di restituire il mistero e il carisma di un autore che ha tracciato una rotta nuova nella canzone d’autore italiana – tra viaggi interiori e desideri di assoluto.
L’attesa è alta, anche grazie all’annuncio della messa in onda su Raiuno nel 2026, al termine di un percorso produttivo che vedrà il primo ciak partire ad ottobre. Un lavoro che si aggiunge alla “galleria dei ritratti” televisivi già firmati dalla Rai per icone della musica come Fabrizio De André, Mia Martini, Rino Gaetano e Franco Califano.
«Sono orgoglioso di far parte di questo progetto – ha dichiarato Aita – Quando ho saputo del ruolo, ho sentito il bisogno immediato di condividerlo con la mia famiglia. Battiato è un oceano e ciò che possiamo sapere di lui è soltanto una goccia. Spero che il mio viaggio d’attore riesca a incrociare, almeno per un tratto, la sua rotta esistenziale».
“Franco – Il lungo viaggio” si candida a diventare non solo un film biografico, ma un incontro rarefatto e poetico con una delle figure più complesse e luminose del panorama musicale e culturale italiano. Un atto d’amore, di ricerca, di ascolto.










