Ci sono momenti, per chi fa questo mestiere, in cui le parole sembrano sfuggire. Perché non basta raccontare, bisogna sentire. Ed è difficile restituire ciò che si prova quando si viene avvolti da un senso di bellezza, immersi in un paesaggio che sembra fuori dal tempo: il verde delle colline, il mare di fronte, e alle spalle lei, maestosa, la Piramide 38° Parallelo che si erge a Motta d’Affermo come un faro d’anima. È qui che si è rinnovato il Rito della Luce, ideato e voluto dal maestro Antonio Presti, un’esperienza che da anni invita alla riflessione, alla rinascita, alla verticalità dell’anima.
Insieme all’editore Pierluigi Di Rosa e al collega Christian Costantino, abbiamo seguito questo evento unico, partecipando ad un momento che sembra collocato in un altro mondo, che Presti chiama “Incanto dell’Invisibile”, tema di questa edizione, ma in cui – paradossalmente – tutto è chiarissimo: la forza della luce che arriva dopo il buio, e quel mistero interiore che ci spinge, nonostante tutto, a ringraziare persino l’ingratitudine. E a guardare in alto, sempre, come la punta della Piramide ci insegna, con lo sguardo proteso verso l’infinito e non verso il basso.
Il Rito della Luce è un percorso fisico e spirituale: si entra nella piramide attraversando un lungo cunicolo scuro, una metafora potente del viaggio umano nel buio dell’incertezza. Poi, improvvisa, la luce del solstizio. Accompagnati da canti, danze, parole, suoni, colori, ci si ritrova parte di un rituale collettivo che rigenera, cura, accende.
Quest’anno la manifestazione ha coinvolto circa 80 artisti: musicisti, poeti, attori, grafologi, danzatori e bambini delle scuole. Una comunità viva che si è messa a servizio di un’idea: la bellezza come forma di resistenza. “È necessario dare i libri ai bambini – ha dichiarato Antonio Presti – per aprire le loro menti, allontanarle dall’ignoranza, dalla dittatura culturale, per consegnare loro la libertà più grande: quella del pensiero”.
A ribadirlo anche Gianfranco Molino, cultural executive produce Fondazione Fiumara d’Arte: “Questo Rito non è solo un evento artistico, ma un presidio etico, un atto di responsabilità verso il futuro. Qui si educa al silenzio, alla profondità, alla bellezza che cura”.

Il fine settimana ha segnato anche un altro momento importante: l’inaugurazione ufficiale dell’Atelier sul Mare – Asteroide 20049 antoniopresti a Villa Margi, frazione marinara di Reitano. Un nuovo presidio artistico e culturale che diventerà punto di riferimento per il turismo locale e internazionale.
Tra le opere presenti: il Monumento per un poeta morto (Finestra sul Mare) di Tano Festa, il Cavallo Eretico – Guardiano di Luce di Antonello Bonanno Conti, e l’installazione Ammonite: Gli scudi ribelli omaggio a Giusto Sucato firmato da Giacomo Noyà, che ha sottolineato come: “lavorare con Presti non è stata solo una crescita professionale, ma umana. È come entrare in una scuola dell’anima.”
Il messaggio è chiaro e potente: abbiamo tutti bisogno di circondarci di visioni d’amore. In un mondo che spesso spinge all’indifferenza e alla superficialità, riscoprire la profondità del gesto artistico e la spiritualità della bellezza ci restituisce il senso della vita.
Ed è lì, in quella luce che vince le tenebre, che forse possiamo ancora trovarci invincibili.










