Le strade di Ragusa Ibla si sono fatte teatro di memoria viva, dove la voce di un grande scrittore torna a risuonare attraverso note, sapori e poesia.
È cominciato così “Le Cucine di Camilleri”, l’omaggio corale e multisensoriale dedicato ad Andrea Camilleri nel centenario della sua nascita. Non un semplice festival, ma un vero viaggio nei luoghi dell’anima e della parola: un progetto che intreccia letteratura, teatro, musica e gastronomia, restituendo il senso profondo di un’eredità culturale che ha varcato i confini dell’isola per diventare patrimonio comune.
A guidare la direzione artistica della manifestazione, il regista Guglielmo Ferro che ha raccontato così la genesi di questo omaggio allo scrittore del commissario Montalbano: «Il progetto è nato come un omaggio ma man mano che prendeva forma è cresciuto, si è arricchito, ha coinvolto artisti straordinari ed è stato accolto con entusiasmo. La Sicilia, e Ragusa Ibla in particolare, sono il cuore pulsante di questo viaggio: da qui il racconto comincia, ed è già un'emozione straordinaria».
La serata inaugurale, al Teatro Donnafugata, ha regalato al pubblico uno spettacolo di forte intensità emotiva con Mario Incudine e Moni Ovadia, che hanno dato voce e suono alla Trilogia delle metamorfosi – Maruzza Musumeci, Il casellante, Il sonaglio – trasportando le parole di Camilleri in una dimensione di canto e riflessione.
«Già le parole di Camilleri sono musica – ha dichiarato Mario Incudine – ci siamo limitati ad accompagnarle, lasciandoci condurre dalla loro melodia naturale».
E Moni Ovadia ha aggiunto: «Il Casellante ci lascia un messaggio fortissimo: una donna, vittima di violenza, che non può più avere figli, desidera diventare albero per generare fiori. È il desiderio della vita che si fa radice e speranza».
Il programma continua oggi, sabato 7 giugno, con una giornata di studi presso l’Auditorium “G. B. Cartia” dal titolo “La realtà a strati: letture critiche, impatti socioeconomici e sfide dell’universo di Montalbano”.
Nel pomeriggio, alle 17 e alle 20, Cesare Bocci interpreterà alcuni racconti camilleriani, accompagnato da Puccio Castrogiovanni ed Eleonora Bordonaro, con due repliche gratuite al Circolo di Conversazione (ore 17 e 20).
Domenica 8 giugno la manifestazione si concluderà con una degustazione dei piatti descritti nei romanzi – pasta ‘ncasciata, arancini, sarde a beccafico – presso la Chiesa di San Vincenzo Ferreri (dalle 19:30 alle 20:30), grazie alla collaborazione con Slow Food Ragusa.
A concludere la manifestazione, nella spettacolare scenografia urbana di Piazza Duomo, il concerto gratuito dei Fratelli Mancuso, con brani tratti dall’album “Manzanà, una musica che, come le pagine di Camilleri, parla una lingua antica e profonda, quella dell’anima siciliana.
“Le Cucine di Camilleri” è un invito a sedersi alla tavola della memoria, dove ogni parola è un ingrediente, ogni nota un profumo, ogni storia un piatto che racconta chi siamo.










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